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mercoledì 26 ottobre 2011

Grande festa alla Corte di Francia

MARIE ANTOINETTE
di Sofia Coppola
USA, 2006
con Kirsten Dunst, Jason Schwartzman, Marianne Faithful, Rose Byrne, Asia Argento, Rip Torn
Se ti piace guarda anche: Il giardino delle vergini suicide, Somewhere, L'intrigo della collana, Vatel


Maria Antonietta d’Asburgo ha solo 14 anni quando arriva a Versailles come moglie del Delfino di Francia. Ma Versailles non è solo rose e fiori. Ci sono infatti anche cibi succulenti, vini, gioielli, vestiti, e un’infinità di stanze e persone.


Ma c’è anche una maternità da esaudire, un sovrano da accompagnare, un ruolo da interpretare.

Dopo le vergini suicide e una giovanissima sposa che si sente sola, ecco un’altra eroina in solitudine, un’altra adolescenza agiata guastata dal mal di vivere, dalla malinconia esistenziale.



 Il film che ne esce è il ritratto di Maria Antonietta come ragazza, non come regina. Una ragazze che dietro le feste e gli eccessi, nascondeva una grande melanconia.

Se si cerca un film storico, salvo l’ambientazione e i costumi, si rimane delusi.

Del coinvolgimento nella vita politica del Paese c’è solo un accenno. Che la Coppola l’abbia fatto apposta per non prendere posizioni e accontentare sia i detrattori che i sostenitori della regina più famosa della storia?

Chissà.







 
Il punto di vista è quello della biografia di Antonia Fraser, anche se io vi consiglio Addio mia Regina, di Chantal Thomas.
L’intento appare quello di dipingere una giovane del ‘700, in questo caso una regina, che però ha comunque a che fare con problemi comuni come l’accettazione, la ricerca della felicità, la solitudine, l’amore..

Quindi secondo me il sottotitolo “una regina , una star”, non è molto appropriato, anzi, il film sottolinea il contrario: benché Maria Antonietta fosse una regina, rimaneva una ragazzina qualunque che in un certo senso non è mai riuscita a crescere perché le è stata rubata l’adolescenza e l’identità (significativa la scena della spogliazione di tutto ciò che è austriaco per uscire fuori dalla galleria completamente francese).

Il film sfugge a trappole tipiche dei film biografici (serie concentrata di eventi, didascalie ovunque) ed evita la fine sanguinaria con tanto di testa mozzata che in molti forse si aspettavano. Ammirevole come viene dipinta la noia, la solitudine e la ridicola etichetta della Corte senza annoiare lo spettatore (come non sempre accade invece nel comunque valido Somewhere).

Il tono delicato e trasognato della regia è efficace, la contrapposizione tra musica barocca e musica contemporanea a volte è azzeccata e a volte no, Versailles è riproposta in tutto il suo splendore e Kirsten Dunst è davvero perfetta nel riproporre ancora una volta, dopo il Giardini delle Vergini Suicide, un altro memorabile ritratto di adolescente piena si sfaccettature.
La sua Maria Antoniettà è angelica ma maliziosa, sola ma sempre in compagnia, felice ma melanconica…del resto, che fosse destinata a questo ruolo, era evidente fin da Intervista col vampiro, dove indossa un look molto simile!


Al suo fianco tanti giovani interpreti graziosi, dal modello Jamie Dornan nei panni del Duca di Fersen, a due attori che oggi sono sul punto di esplodere: la splendida Rose Byrne, notata già in Troy, e il grande Tom Hardy (Bronson, Inception).

3 commenti:

  1. Film bellissimo, in pieno Sofia Coppola style, con Kirsten Dunst perfetta. Non riuscirei a immaginare nessun altro per quel ruolo.

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  2. Un film che mi piacque, anche se il mio preferito della Coppola - regista che mi piace molto - è il premiato Lost in translation.

    La Dunst è la mia attrice preferita insieme a Zoey Deschanel, nel senso che con loro 2 potrei vedere anche un eventuale seguito di Alex l'Ariete :)

    Se non sbaglio è sotto la tua lente di ingrandimento !

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  3. @ Bruno: Il mio amore per Versailles e l'ancien regime francese mi rende particolarmente legato a questo film, ma in generale tutti i film della Coppola sono preziosi.

    La mia lente d'ingrandimento ora si è spostata, come ogni mese!

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