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venerdì 15 gennaio 2016

L'ultimo film di Alan Rickman

LE REGOLE DEL CAOS
(A LITTLE CHAOS)
di Alan Rickman,
UK, 2014


con Kate Winslet, Matthias Schoenaerts, Alan Rickman,  Stanley Tucci
Genere: dramma in costume
Se ti piace guarda anche: Vatel, La maschera di ferro, Marie-Antoinette


TRAMA
André Le Nôtre è uno dei più importanti e famosi architetti botanici della storia: suoi i giardini che da oltre trecento anni adornano Versailles e le Tuileries, tanto per citarne alcuni. È a lui che si deve quello che è definito il giardino alla francese, ovvero armonico, razionale, geometrico, curato, in contrasto con quello all’inglese.
Nel film lo vediamo alla ricerca di un collaboratore: la scelta cadrà su una donna, di cui tra l’altro aborra le idee poiché lei è per una visione più caotica (quasi un’anticipatrice del giardino romantico all’inglese) lui invece per il rigore e l’armonia proprie dell’età classica.
Naturalmente sboccerà l’amore.

COMMENTO
Strana figura quella di Luigi XIV: tanti film ce l'hanno mostrato, ma la maggior parte ne ha dato una visione fantasiosa (La maschera di ferro) oppure è stato relegato in secondo o terzo piano, perché di fronte alla sua favolosa corte perfino le sue amanti (L'allée du roi, serie tv), il suo cuoco (Vatel), il suo coreografo (Le roi danse) sono degni di essere protagonisti di un film. Perché non fare dunque anche un film sul suo giardiniere paesaggista? 

Il problema, come nei casi precedenti, è la mancanza di una direzione e un target preciso: gli amanti di giardinaggio, quelli dell’ancien régime o ancora quelli dei melodrammi in costume?
In effetti il melodramma c’è, anche se con un dramma francamente indesiderato e inopportuno che non fa altro che rallentare il ritmo e l’equilibrio di un film di per sé già senza ritmo ed equilibrio.

Il risultato è un film in costume coraggioso che esce poco dopo il tricentenario (1713)  del grande giardiniere/architetto/paesaggista, anniversario che nella scorsa stagione ha dato vita a numerose iniziative a Versailles. L’ispirazione deve essere venuta da lì, peccato che il film non è un tributo all’artista e alla sua opera: non c’è traccia dei suoi lavori o di fatti biografici accertati. Tutto il film ruota intorno alla costruzione di un unico giardino, tutt’ora visitabile a Versailles tra l’altro, che appare nell’ultimo minuto del film ma ahimé ricostruito in studio e al computer poiché le riprese si sono svolte interamente in Regno Unito e, a volte, si nota.
Il regista si è ritagliato anche il ruolo di Luigi XIV, non troppo macchietta, è vero, ma piuttosto inverosimile, come la maggior parte delle scene.
Questo è il problema del film: non è un biopic di Le Nôtre, non è un omaggio alla sua opera e per lo più si prende tantissime libertà mettendo in scena una catena di scene improbabili: dall’assunzione della donna giardiniera al dialogo tra quest’ultima e il re che in un attimo di sconforto si improvvisa un comune cittadino che si confida con la prima venuta, per non parlare della cerchia della favorita del Re Sole che accoglie la giardiniera e le confida i propri segreti.
Un’occasione sprecata insomma, considerato quanti spunti poteva fornire il lavoro di questo artista e lo sfondo della corte più intrigante e seducente d’Europa.
Peccato poi per Kate Winslet, brava, per carità, ma alle prese con un personaggio e un film che non le rende giustizia e che dopo Divergent, segna un altro passo falso nella sua carriera.
Resta comunque una visione interessante, che in qualche modo ci proietta in un ambiente e un periodo lontano dal nostro che avrebbe meritato maggiori approfondimenti. Alan Rickman torna alla regia a quasi vent’anni dal suo esordio cinematografico con L’ospite d’inverno e si confronta anche con la sceneggiatura, scritta a sei mani. Possiamo dire che nella sua triplice veste di regista, attore e sceneggiatore, se la cava discretamente.

VOTO: 6,5

1 commento:

  1. Questo ancora mi manca. Dovrò recuperarlo.
    "Divergent"... mamma mia, che cosa brutta mi hai ricordato...

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