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giovedì 31 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE : Il nastro bianco di Michael Haneke

Haneke mette in scena una teoria molto personale che vuole dimostrare la presenza di quei semi che renderanno possibile lo scoppio delle due guerre mondiali. La prima inizia proprio durante il film, ma è più a quella seconda, con la sua incredibile dose di odio e crudeltà a cui il film sembra alludere.
Il prete, il barone e il medico rappresentano la religione, il potere e la scienza e la loro influenza sulla crescita, morale e culturale degli individui. Tutti questi tre personaggi in qualche modo interferiscono con il lavoro del giovane maestro, che rappresenterebbe l’insegnamento libero, lontano da qualsiasi forma d’influenza. Non è un caso che l’insegnante vuole sposare l’unica giovane fanciulla che sembra conservare un’ingenuità ed una coscienza libera dalle costrizioni.
Con un meraviglioso bianco e nero Haneke copre ed illumina rapporti e gesti inspiegabilmente crudeli di un villaggio tedesco all’alba della Grande Guerra per rappresentare una sorta di microcosmo in cui è nato tutto il male. Probabilmente molti altri villaggi hanno una storia simile che ha permesso al virus dell'odio di estendersi in tutto il Paese.

DA RECUPERARE PERCHE': Estremamente affascinate, glaciale e lucido nella sua rappresentazione spietata dei rapporti umani.
Nonostante Haneke sia uno dei più importanti registi europei in circolazioni (due premi a Cannes nel nuovo millennio), il film ha racimolato poco più di mezzo milione di euro.

VOTO: 7/8

Con questo finisce la mia lista di film del 2009 da recuperare e non resta altro che meditare a quali siano stati i migliori film di questo anno che sta per finire.
La classifica del 2009 aprirà dunque il Nuovo anno..



mercoledì 30 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE : (Tetro) Segreti di famiglia di Francis Ford Coppola


Ha davvero dell’incredibile il fatto che l’ultimo film del regista di film di culto come la trilogia del Padrino e di Apocalypse now abbia incassato in Italia 415.000 euro (la stessa cifra circa di Verso l’Eden). Stiamo parlando del creatore di film che hanno entusiasmato milioni di critici e spettatori eppure, soprattutto tra questi ultimi, nessuno sembra ricordarsene. La colpa è della distribuzione che non ha avuto fiducia in un film dal ridotto potenziale commerciale (ma lo stesso si sarebbe potuto dire di Apocalypse now, no?)
Un giovane ritrova il fratello che non ha visto da 10 anni. La cognata si rivelerà un’amica preziosa per avvicinarlo al fratello distaccato e scontroso.
Coppola scrive una storia esagerata, dai risvolti decisamente melò, che aggiunti all’ambientazione e alla musica latina ci farebbero venire in mente Almodovar se non fosse per il magnifico e sontuoso bianco e nero.
E’ il forte impatto visivo a rendere speciale il film: la fotografia è sublime, ogni immagine è il risultato tangibile di un grande amore per il cinema. Ogni inquadratura possiede una forza e una bellezza propria e l’uso del b/n trasforma il film in un meraviglioso gioco di luci ed ombre.
È curioso che due grandi autori come Haneke e Coppola abbiano scelto di rivolgersi al bianco e nero per raccontare le proprie storie: nostalgia, fuga dal presente, esercizio di stile, virtuosismo fine a se stesso? Potrebbero essere tante le risposte, ma in entrambi i casi le scelte sembrano motivate da ragioni non futili. In questo film il b/n è scelto per rappresentare il presente e i colori servono per raccontare il passato, ma non solo: il presente appare maestoso, mentre il passato è turbolento, incerto (suggerito da camera a mano tremolante). Quindi non c’è nostalgia del passato, bensì un ostentato amore per il presente e per il futuro. È nel presente, nel divenire che si raggiunge la perfezione, mentre del passato rimangono sono ricordi frammentari, tremolanti, troppo colorati. Il colore appare anche per rappresentare i pensieri dei protagonisti, spesso dalle divagazioni fanstastiche (come gli splendidi due balletti finali).È una concezione decisamente interessante, che testimonia il grande amore che il regista nutre per il proprio lavoro (presente) e la sua libertà artistica.

DA RECUPERARE PERCHE’: è l’ultimo tassello di una carriera meravigliosa di un grande cineasta che non ha bisogno di guardare con nostalgia al suo passato (che gli rimane comunque insuperabile) perché continua ancora a creare belle opere con tanta libertà creativa.

VOTO : 7,5

martedì 29 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE: Rachel sta per sposarsi di Jonathan Demme


RACHEL STA PER SPOSARSI

Nonostane la nomination all’Oscar di Anne Hathaway e un regista tutt’altro che sconosciuto (stiamo parlando di chi ha diretto Il Silenzio degli Innocenti e Philadelphia) il film ha incassato la vergogna di 240.000 euro! Tanto per dare un’idea, il film natalizio con De Sica totalizza puntualmente due zeri in più. Colpa di una distribuzione vergognosa: praticamente introvabile, proiettato in una decina si sale in tutta Italia.

Rachel sta per sposarsi e allora sua sorella Kim viene momentaneamente rilasciata dalla clinica in cui si sta disintossicando. Il suo arrivo a casa naturalmente turberà il clima festoso e provocherà non poche liti. Jonathan Demme entra nelle pieghe del dolore e del difficile rapporto dei membri di una famiglia colpita da un lutto su cui aleggia un senso di colpa. Lo fa con una camera mobile che indugia sui volti e segue i personaggi nei loro spostamenti nella grande casa in cui si svolge il film. La telecamera invade la privacy e coglie anche il più inutile chiacchiericcio familiare, stancando alla lunga lo spettatore. Tre in particolari sono le scene che mettono a dura prova la pazienza di chi guarda: l’interminabile serie di discorsi pre-nuziali in cui viene dato troppo spazio a personaggi che non avranno più alcuno spazio nel film, l’insostenibile e lunghissima (vorrebbe essere divertente?) scena della lavastoviglie e i dieci minuti di danze dopo le nozze. Se il pubblico riesce a non alzarsi dalla poltrona in nessuno di questi tre terribili momenti, saprà apprezzare il tentativo di mostrare uno squarcio di vita familiare fornito da Demme.
Ma più d’ogni cosa, questo film VA RECUPERATO per la grandissima prova d’attrice dell’ex principessa Disney Anne Hathaway, sempre più brava in ruoli drammatici e prossima fata bianca del nuovo Tim Burton. Da notare anche il ritorno della bravissima Debra Winger.

VOTO : 6/7

lunedì 28 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE: Generazione 1000 euro di Massimo Venier

Massimo Venier, da sempre abituato ad incassi vicini ai 10 milioni di euro, non appena lascia il trio più amato d’Italia (Aldo, Giovanni e Giacomo) ecco che sforna una pellicola decisamente migliore, ma anche di sicuro insuccesso.

Siamo nell’unica epoca in cui i figli stanno peggio dei padri e tu mi proponi un sushi?A pronunciare questa battuta è il protagonista ( Tiberi), ragazzo brillante costretto a fare un lavoro che non gli piace per riuscire a guadagnare quei tanti agognati 1000 euro al mese. Bollette, sogni e amori di un giovane e di quelli che lo circondano sono trattati con intelligenza grazie ad una sceneggiatura curata e ben scritta che garantisce l’assenza di dialoghi a vuoto o scene inutili, due caratteristiche più uniche che rare nel cinema italiano d’oggi. Soprattutto per un cinema che parla di giovani. E questa pellicola parla di e ai giovani, mettendo in scena delle realtà molto verosimili in cui davvero la gente si può riconoscere: il superlaureato che si accontenta (Tiberi) il perdigiorno dal cuore d’oro (Mandelli), la prof che non riesce a far la prof (Lodovini), la donna in carriera che vorrebbe un po’ d’amore (Crescentini) e il prof anziano rassegnato (Villaggio).
Gli attori sono tutti in parte, tutti simpatici e Mandelli nei panni del cinefilo proiezionista, quando il protagonista gli racconta la propria storia afferma: “Regia di servizio, sceneggiatura prevedibile, belle le musiche. Sai quanti ne ho visti di film così? Un pallino e mezzo proprio perché sono di manica larga.”Con questa battuta il regista sembra difendersi in anticipo dai critici, ma questa descrizione non fa assolutamente giustizia ad uno dei pochi film italiani del 2009 davvero piacevoli.

DA RECUPERARE PERCHE’: si meritava di incassare molto più di 1.500 euro, perché è uno dei film italiani più divertenti, romantici, cinici, realistici e favolistici, insomma riusciti di questo anno.
VOTO: 7


FILM DA RECUPERARE: Verso L'Eden di Costantin Costa-Gavras

Il film ha incassato 413 milioni di euro in Italia, pochi considerando la presenza di Scamarcio, la regia di Costa-Gavras e un tema così attuale e dibattuto come la migrazione. Insomma snobbato dalle ex fan adolescenti urlanti che seguivano ovunque Scamarcio ma anche da coloro che hanno una coscienza politica ed etica.

Tutti gli emigrati sperano di trovare fortuna nel nuovo Paese, che per molti appare come un paradiso. Elias è un giovane clandestino che si ritrova in un villaggio turistico greco. Il suo aspetto gradevole si rivelerà molto utile per campare. Ne vivrà di cotte e di crude e passerà l’intera Europa, venendo a contatto con diverse culture e diverse reazioni. Talvolta le sue peripezie sono perfino divertenti e si rivelano spesso un espediente per tracciare un ritratto dell’umanità che popola l’Europa e la felice idea di mantenere le lingue originali senza sottotitoli si rivela permette di condividere lo stato di alienazione del protagonista. Il regista riesce a creare un viaggio della speranza con toni da favola, grazie anche ad un racconto veloce che procede senza cadute di ritmo. Insomma non è il drammone epico che si potrebbe aspettare. Il film ha sicuramenti dei limiti: non mancano stereotipi culturali, ci sono siparietti il cui unico scopo è far sorridere lo spettatore e appare decisamente eccessivo che quasi qualunque uomo o donna voglia portarsi a letto questo clandestino..
Ciononostante non si può dire che il tema non sia affrontato seriamente e che il pubblico non sia coinvolto. E quindi ancora una volta Costa-Gavras riesce a sollevare il dibattito con una storia amara, ma dal ritmo sereno e il finale ottimista nonostante la drammaticità dei fatti. E questo Elias ingenuo ma anche capace, ricorda la Cabiria felliniana che non perde mai la speranza.

DA RECUPERARE PERCHE’ è una seria riflessione sul fenomeno della migrazione, nonché un film coinvolgente per lo spettatore, sempre invitato a confrontarsi con i personaggi che il protagonista incontra nel film: come ci comporteremmo noi, con un clandestino bisognoso d’aiuto?
Questo è quanto ci chiediamo per la maggior parte del film. E il fatto che in film oltre a lasciarsi guardare, sia anche incentivo a interrogarsi e scavarsi dentro è qualcosa di prezioso nel cinema di oggi. Ma è anche un modo per osservare e la crescita di Scamarcio: se da una parte i detrattori potranno dire che in questo film è decente solo perché non parla, dall’altra bisogna comunque ammettere che il ragazzo si è tolto l’etichetta di idolo di teenager e quest’anno si è confrontato con tantissimi personaggi diversi (in ben cinque film) e in questo caso perfino diretto da un autore straniero.

VOTO: 6/7

domenica 27 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE: Il primo giorno d'inverno di Mirko Locatelli


È la storia di Valerio, un ragazzo solitario, incapace di comunicare con i propri coetanei, ma premuroso nei confronti della sorella e della madre. Ogni pomeriggio spia i compagni che si fanno la doccia, finchè non ne becca due in atteggiamenti affettuosi e li ricatta. Il più debole si toglierà la vita e l’abitudinaria esistenza di Valerio sarà così per sempre sconvolta. Il suo gesto di bullismo e di omofobia nasce quindi da un’omosessualità latente, ma non è questo il tema principale del film, quanto quello dell’incomunicabilità.
Situata in un curioso spaccato di provincia decisamente italiana, ma cronologicamente e geograficamente indefinita, l’azione si muove tutta tra casa, piscina e scuola, seguendo le quotidiane ed irrilevanti gesta del protagonista. Spesso tempo filmico e d’azione coincidono e questo non lo rende un film per tutti: del resto non lo sono nemmeno i film di Wenders sull’incomunicabilità o quelli di Van Sant sugli adolescenti ai quali sembra ispirarsi. C’è tanta attenzione al dettaglio, ad ogni minimo gesto dei personaggi, che la camera segue con ostinazione nei loro gesti quotidiani. Sorprendente il personaggio della bambina, vero legame tra un mondo perduto e uno futuro, nonché l’unica che sembra dimostrare rispetto per quel che fu (il ciondolo della nonna) e per il prossimo (la dedizione al suo coniglietto, la premura nei confronti del fratello). Sfuggevole la figura della madre, simbolo di quella generazione che ha dimenticato (che si sbarazza del proprio bagaglio nell’emblematica scena dell’armadio) e che non ha quindi trasmesso molto al figlio, preda della solitudine e dell’incapacità di aggrapparsi a qualcosa.
Bravo il protagonista, Matteo De Gasperis sul cui volto e corpo esita spesso lo sguardo della macchina da presa per riprenderlo nelle sue azione più futili: mentre aggiusta il motorino, mentre guarda insistentement allo specchio il suo volto o il fisico, mentre fa ginnastica.
L’incontro con il regista Mirko Locatelli mi ha sicuramente aiutato ad amare di più il film.
E' stato presentato a festival in tutto il mondo, vincendone uno, ma in Italia è passato inosservato quando è uscito a marzo, nonostante alcune ottime recensioni.

DA RECUPERARE PERCHE’ : è un film che tratta l’adolescenza in modo non banale, raccontando un’esistenza semplice, ordinaria, non scandita da incredibili storie e colpi di scena. Fa riflettere su tanti temi come l’incomunicabilità, la difficoltà di crescere, di instaurare rapporti, il bullismo, l’omofobia , l’omosessualità, il senso di colpa. Ed è un film in cui nulla è casuale, ma tutto è frutto di scelte precise di un autore indipendente di grandi potenzialità. Per ultimo, è un modo per uscire da un cinema omologato e tuffarsi in un’esperienza da cui, se si avrà la giusta pazienza (ripeto: il ritmo è molto lento), si tornerà cambiati.

VOTO: 7

sabato 26 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE: Il Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli

Il film si apre con una ragazzina che rifiuta la prima comunione perché si definisce comunista. Questa strepitosa scena d’apertura fa sperare più di quanto il film alla fine riesca a dare, ma si tratta comunque di una bella prima prova. I mezzi in questi casi scarseggiano, e questo ha sicuramente danneggiato il film, ma grazie a degli attori in parte, professionisti (Pandolfi e Rubini) e non (la brava protagonista) e ad una sceneggiatura ben scritta, il film si lascia guardare volentieri. Ottima l’idea di farlo precedere da un corto, sempre diretto e scritto da Susanna Nicchiarelli, in cui dei pupazzetti in plastilina commentano il primo viaggio sulla luna…ad opera di cani e topi comunisti.
Il tema della passione politica nei giovanissimi (trattato con più frequenza ultimamente nel nostro cinema) è raccontato in modo garbato ed intelligente, in modo da risultare digeribile anche da chi non è comunista: più che l’ideologia e il sentimento che conta. La regista, sceneggiatrice ed attice ha vinto meritatamente a Venezia un premio , ma purtroppo questo non le ha garantito una visualità nel circuito distributivo italiano.

DA RECUPERARE PERCHE’: è nata un’autrice interessante in Italia, che ci regala una storia di crescita, di affetti familiari e di primi amori, nonché di passione politica nei giovanissimi.


VOTO: 7

venerdì 25 dicembre 2009

FILM DA RECUPERARE # 2: STARE FUORI di Fabiomassimo Lozzi

A dire il vero questo film non è uscito nel 2009, ma la penultima settimana del 2008. In ogni caso è stato programmato in una manciata di cinema e va riscoperto.
Un ragazzo siciliano lascia la propria terra per trasferirsi nella capitale alla ricerca della sua fidanzata. Troverà ospitalità presso una coppia di mezz’età che lo accetterà come un figlio.
È un melodramma con qualche reminiscenza almodovariana: l’amore per le figure femminili, la figura della madre, l’omoerotismo, il travestitismo, il forte cromatismo, il sapore kitsch, il voyeurismo per il corpo maschile ed il tono melodrammatico che sfocia nel grottesco. Nonostante alcuni limiti dovuti al budget modestissimo, il film è apprezzabile nell’introspezione psicologica di alcuni personaggi, nell’interpretazione intensa di alcuni interpreti e nell’uso non convenzionale della macchina da presa.

DA RECUPERARE PERCHE': Un film insolito per il panorama italiano, coraggioso e ambizioso.
VOTO: 7