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mercoledì 10 aprile 2013

Fino all'ultimo respiro: manifesto della Nouvelle Vague

FINO ALL'ULTIMO RESPIRO
(A BOUT DE SOUFFLE)
di Jean-Luc Godard,
Francia, 1960
con Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulnager, Jean Pierre Melville
Se ti piace guarda anche: Ascensore per il patibolo, Jules et Jim, Nel corso del tempo, Somewhere.
 

TRAMA
Un fuggitivo, Michel, reduce da un furto e un omicidio, si rifugia nella love story con una studentessa inglese che vende l'Herald Tribune. Tra menzogne e passione, la storia non potrà che avere esiti tragici.

RECENSIONE
Cosa si può aggiungere a un film che ha cambiato per sempre la storia del cinema?
A Fino all'ultimo respiro si devono moltissimi elementi diventati poi comuni nel cinema di oggi che però erano impensabili fino allora: i cosiddetti "tempi morti", personaggi che si rivolgono direttamente alla telecamera, uso della camera a spalla, montaggio disconnesso, citazioni di altri film, negazione di una trama e dell'importante dei dialoghi....

Senza Fino all'ultimo respiro non avremmo mai avuto Tarantino, tanto per far un esempio specifico. In generale, non avremmo mai avuto quel cinema che oggi consideriamo d'autore: Godard sfidò il cinema dell'epoca proponendo un'alternativa e da quel momento il cinema si sarebbe sempre più diviso tra cinema "d'autore" e non, tra registi che vogliono curare ogni aspetto possibile dei loro film e registi che lavorano per commissione. Naturalmente questa è una semplificazione, ma il film fu il primo ad esprimere quel concetto di "politica degli autori" (da qui il nome cinema d'autore) apparso qualche anno prima sulle pagine dei Cahiers du Cinéma.

Da una parte un ritorno al passato quando i dialoghi non erano così necessari: emblematica e citatissima in seguito, la chiusura a iride tipica dei film muti, dall'altro un grande passo verso un cinema del futuro che trova nuove vie per comunicare.
Non servono più storie, né personaggi, né dialoghi.
Basta seguire lo zigzagare di un criminale ed ascoltare i suoi dialoghi non troppo sensati.

Pur non essendo il primo film della Nouvella Vague, Fino all'ultimo respiro ne è sicuramente il manifesto.
Quale sia esattamente il primo film di questa corrente cinematografica è difficile dirlo, siccome i critici non l'hanno ancora deciso: che sia Ascensore per il patibolo di Louis Malle, I quattrocento colpi di François Truffaut o Hiroshima mon amour di Alain Resnais, il più celebre, storico e simbolico resta questo film d'esordio di Godard, scritto con l'altro regista simbolo della Nouvelle Vague, destinato poi a una carriera di maggior successo e respiro, ovvero François Truffaut. A dire il vero il film si basa su un soggetto, e la sceneggiatura fu decisa ciak dopo ciak.

Il film deve molto poi al protagonista, negativo, che non fa nulla per farsi amare dallo spettatore eppure alla fine affascina. Al suo fianco un'algida, androgina eppure sexy Jean Seberg, pronta a impersonare un nuovo tipo di femminilità.

CAST JEAN SEBERG
(1938-1979)
Nell'immaginario collettivo Jean Seberg è rimasta la ragazza coi capelli cortissimi che fa innamorare Bebel in questo film iconico. Una ragazza emancipata e forte, in parte lontana dalla donna che l'attrice diventò. Jean soffrì spesso di depressione e si tolse la vita a 39 anni con il solito sovraddosaggio fatale di barbiturici. La sua scomparsa provocò molto scalpore perché si vociferò che fosse coinvolta la CIA.

JEAN-PAUL BELMONDO
Il suo primo ruolo importante, ma anche quello più importante. Per la sua biofilmografia cliccare qui.

REGISTA JEAN-LUC GODARD
Nato nel 1930, simbolo della Nouvella Vague di cui dirige alcuni film simbolo come La donna è donna, Band à part, Due o tre cose che so su di lei.

martedì 9 aprile 2013

Gli 80 anni di Jean-Paul Belmondo

JEAN-PAUL BELMONDO
Simpatica canaglia del cinema francesi, tra i più famosi e proficui attori d’oltralpe, simbolo della Nouvelle Vague ma anche del noir francese, capace di passare da film d’autore a pellicole commerciali senza mai perderci la faccia.

Nato il 9 aprile 1933 a Neuilly Sur Seine, nei pressi di Parigi, figlio dello scultore italiano Paolo.
Si diploma in Arte Drammatica, debutta come attore alla fine degli anni ’50, e raggiunse il successo internazionale nell’anno mirabilis 1960 in cui interpretò la bellezza di sette film, tra cui Moderato Cantabile, che fece vincere la Palma d’oro alla co-protagonista Jeanne Moreau, La Ciociara di Vittorio De Sica che portò l’Oscar a Sophia Loren, Asfatto che scotta, con Sandra Milo e Lino Ventura, diretto da Claude Sautet e definito dalla critica uno dei migliori noir francesi di tutti i tempi e soprattutto Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard, uno dei capisaldi della storia del cinema.
Divenuto il simbolo della Nouvelle Vague, continuò a collaborare con Godard (La donna è donna, Il bandito delle ore 11) ma anche Claude Chabrol, recitò in La mia droga si chiama Julie di François Truffaut e infine si impose come re indiscusso del nuovo noir francese, grazie a maestri come Melville e poi anche con autori e titoli più commercialil
Recitò in molti film italiani, spesso al fianco di bellissime dive: oltre alla già citata Loren, in Mare Matto affiancò Gina Lollobrigida, ne La Viaccia Claudia Cardinale e in Trappola per un lupo di Chabrol conobbe Laura Antonelli, che divenne sua compagna anche nella vita.
Dopo un’ischemia che lo colpì nel 2001, è ritornato a recitare con un remake di Umberto D
Ecco alcuni fotogrammi tratti dai suoi film più rappresentativi
1960: MODERATO CANTABILE
 LA CIOCIARA
ASFALTO CHE SCOTTA
 FINO ALL'ULTIMO RESPIRO
 
1961: LA VIACCIA 
1965 IL BANDITO DELLE ORE 11
1969 LA MIA DROGA SI CHIAMA JULIE
 1972 TRAPPOLA PER UN LUPO 


mercoledì 3 aprile 2013

Attrici profumate




Wes Anderson, Sofia Coppola, David Lynch, Nicolas Winding Refn, Joe Wright: tutti pazzi per il profumo.


Oramai ogni attrice che si rispetti ha il suo spot d’autore che pubblicizza una fragranza glamour. Non più modelle dirette da registi di spot, ma grandi attrici drammatiche dirette da grandi registi cinematografici.

Negli ultimi mesi sono usciti una dozzina di spot super glamourous in cui le nostre beniamine sono divinizzate dai più grandi registi.

Cominciamo con una meravigliosa, radiosa, raffinatissima e romantica Natalie Portman diretta da Sofia Coppola per Dior.

Per un’altra fragranza di Dior, uno storico spot diretto da Jean-Jacques Annaud (Sette anni in Tibet) in cui Charlize Theron sfila a Versailles a fianco di Grace Kelly, Marilyn Monroe e Marlene Dietrich: un tripudio di icone cinematografiche.
Poi c’è la meravigliosa, strepitosa e sempre elegantissima Jessica Chastain per Yves Saint Laurent diretta da nientemeno che il Nicolas Winding Refn di Drive, qui patinato e per nulla violento.

 Sempre per Yves-Saint Laurent la straordinaria attrice Premio Oscar Marion Cotillard è stata diretta invece dal maestro David Lynch in alcuni corti veramente affascinanti.

Deliziosa come sempre Léa Seydoux diretta da Wes Anderson (Moonrise Kingdom) e Roman Coppola in tre spot per Prada.

L'accoppiata vincente Keira Knitghtley e Joe Wright (Espiazione, Anna Karenina) dà vita a degli spot molto simpatici per Coco Chanel in cui Keira è sexy e allo stesso tempo sportiva e grintosa, diversamente dalle eroine eteree degli altri spot di profumi.

Julia Roberts è diretta dal visionario Tarsem Singh in uno spot per nulla visionario per una nuova fragranza di Lancome.



Evan Rachel Wood e Chris Evans sono testimonial di Gucci e sono diretti dal regista di 300 e Sin City, Frank Miller.

Altre bellissime e da me apprezzate attrici sono testimonial eccellenti, ma le pubblicità non sono state dirette da registi cinematografici: parlo di Emily Blunt per YSL diretta da Romain Gravras, Kirsten Dunst per Bulgari diretta da Inez & Vinoodh e Anne Hathaway per Lancome Magnifique diretta dal fotografo Peter Lindbergh. Stesso discorso per Scarlett Johansson, regina di molti spot, ma sia per Calvin Klein, sia per Dolce & Gabbana è stata diretta da Jean-Baptiste Mondino, specializzato in videoclip e spot.

 
 

Non potevo chiudere il post senza citare la mia preferita Michelle Williams, che ha recitato insieme all’altra mia preferita Natalie Portman per Roman Polanski in un finto spot che pubblicizza il finto profumo Greed: un divertissement artistico girato per una mostra al Gagosian di New York.





lunedì 1 aprile 2013

Liebster award!

Wow! 
 
Voglio ringraziare Valentina di  criticissimamente, Maste di Era meglio il libro e Dantès di Montecristo per avermi assegnato un Liebster Award, premio per permettere più visibilità ai piccoli blog.
Per essere candidati bisogna rispettare sei ferree regole:

1) Ringraziare chi ti ha assegnato il premio citandolo nel post (mi sembra il minimo!)
2) Rispondere alle undici domande poste dai blogger che ti hanno premiato
3) Scrivere undici cose su di te
4) Premiare undici blog che abbiano meno di 200 followers (importante!)
5) Formulare altre undici domande a cui dovranno rispondere gli altri blogger
6) Informare i blogger del premio.
Dunque, ringrazio ancora una volta Valentina, Maste e Dantès per avermi premiato con questo premio ed ora rispondo alle loro 33 domande!

Queste le domande di Valentina:
1) Come ti è venuto in mente di aprire questo blog?
Per avere una sorta di diario delle mie visioni cinematografiche.
2) La prima cosa che ti viene in mente se dico excelsior?
Adesso Il Lato positivo..
3) Cinema è...?
Sogno, realtà, evasione e riflessione.
4) Il film che vedresti per il resto della tua vita senza intervalli e senza poter mai abbassare il volume?
Uno solo? 
5) Se potessi dire qualcosa al tuo regista o attore preferito, cosa gli diresti?
Caro Woody, non pensi che sia arrivata l'ora della pensione? 
6) Il concerto più bello della tua vita?
Uno solo? 
7) La canzone più brutta che ti è capitato di ascoltare in radio mentre eri in macchina?
Quella dei Modà...
8) Se la tua vita avesse una colonna sonora, quale sarebbe?
Una sola? Forse quella di Marie Antoinette..
9) Volere è potere, ci credi?
Ci sto provando, tra qualche anno avrò la risposta..
10) La recensione più bella che hai scritto e di cui vai particolarmente fiero/a?
Di nuovo: una sola? Le mie recensioni sono tutte bellissime!
11) Ora che sei sfinito/a per tutto ciò che ti ho costretto a fare, puoi anche dirmi tutto quello che ti passa per la testa. 
Mi hai fatto venire voglia di riflettere seriamente su quali sono film e colonne sonore per me imprescindibili...

Queste le risposte alle domande di Maste:

1-L'Italia ti piace perché...
è uno dei più bei Paesi al mondo e ho avuto la fortuna di nascerci..
2-L'Italia ti fa schifo perché...
gli italiani di oggi stanno rovinando tutto ciò che i loro predecessori hanno creato.
3-Preferisci mangiare o cucinare?
Beh..ovviamente mangiare
4-Vino rosso, vino bianco? Birra o coca?
A dire il vero nessuno dei 4!
5-Pratichi qualche sport?
Sì!
6-Hai una brutta abitudine che vorresti toglierti?
Perdermi già di mio
7-C'è un film che ti piace rivedere?
Ce ne sarebbero tanti, ma manca il tempo.
8-Ti è mai capitato di aver l'impressione che un film/libro si stesse proprio rivolgendo a te? (se si quale)
Tantissimi, soprattutto negli ultimi mesi
9-Hai dei sensi di colpa quando scarichi film,serie,musica?
Cosa significa scaricare????
10-C'è un film italiano ti rende orgoglioso?
Tantissimi..Alcuni di Pietrangeli, Bertolucci, Bolognini, Fellini, Garrone, Sorrentino, Virzì, e altri..
11-Il tuo film Pixar preferito?
I film Pixar sono quasi tutti meravigliosi. Forse Toy Story 3, o Ratatouille. O Up. O Monsters & co..

Queste le risposte alle domande di Dantès:

1) Cos'hai pensato la prima volta che hai visitato questo blog? 
perché chiamare un blog Montecristo?
2) Più o meno quanti libri leggi in un anno?
Mah..una decina
3) Cosa pensi di quelli che votano scheda bianca perché la politica l'è una roba sporca?
la politica è sempre stata sporca, solo col nostro voto possiamo cercare di pulirla..
4) Qual'è la cosa più imbarazzante che ti è capitata?
vabbé, tante..
5) Quella più stupida?
In che senso?
6) Hai mai contestato uno spettacolo dal vivo facendo bu e robe simili?
No, bisogna comunque rispettare il lavoro altrui.
7) Quale canzone che reputi orrenda conosci a memoria?
Non conosco a memoria quasi nessun testo..
8) Definisci dio in poche parole comprensibili
entità superiore
9) Una delle cose che non faresti mai?
mai dire mai
10) Cosa vorresti aver fatto prima di morire?
Un film
11) Cos'hai pensato la penultima volta che hai visitato questo blog?
Ma al cinema Eden c'è sempre Edvige Fenech?
 
Le 11 cose che dico di me sono le seguenti:
1) Amo il Cinema: Mi sono perso nel mondo del cinema al primo anno di università, prima ero uno gnorri e non frequentavo molto le sale, poi a 19 anni molte cose sono cambiate nella mia vita..
2) Il cinema va visto al cinema, quando possibile. Certo, i Pc ci aiutano a vedere i film in lingua originale perché in Italia ahimé non si può scegliere tra proiezioni doppiate e sottotitolate. Però credo che sia fondamentale anche il cinema come luogo fisico, che sia la saletta del centro cittadino o il chiassoso multisala.
3) Amo la Francia. Non solo i film, non solo la magia della Ville Lumière: sono un francofilo, o gallofilo, che dir si voglia. Amo l’amore che i francesi hanno per il cinema e per la cultura, il modo in cui difendono ciò che è artistico e ciò che è loro e inorridisco pertanto di fronte al poco nazionalismo del nostro popolo e alla sua ignoranza cinematografica e culturale.
4) Amo l’Italia, più della Francia, nonostante quanto detto sopra perché è la mia terra. Nel mio piccolo spero che questo blog faccia riscoprire quanto di buono l’Italia abbia prodotto a livello cinematografico nel passato e di quanti validi film ci lasciamo sfuggire nel presente.
5) Amo i film italiani del passato, soprattuto quelli degli anni '50 e '60.
6) Woody Allen è probabilmente il mio regista preferito.
7) Amo mangiare. Arte e cibo è l’accoppiata perfetta no? E
8) Amo viaggiare. Bisogna aver il coraggio di viaggiare finché si è giovani, sprovveduti e poveri. Ma lo si impara troppo tardi.
9) Musica. Occupa una parte importante nella mia vita, anche se ultimamente, purtroppo, è sempre più sottofondo invece che emozione.
10) Non riesco mai a trovare il tempo che vorrei per guardarmi i film...
11) Vorrei guardare solo film in lingua originale, ma ahimé..
Bene e dopo queste confessioni, ecco gli 11 blog a cui assegno il mio Liebster Award.

e qui sono le mie domande:
1) come sei capitato in questo blog?
2) cosa ti spinge a tornare a visitare questo blog?
3) perché hai deciso di aprire un blog?
4) come fai a gestire con regolarità il tuo blog?
5) qual è il film che ti ha fatto venire voglia di cominciare a scrivere di cinema?

6) perché il cinema italiano è così in crisi secondo te?
7) perchè gli italiani snobbano il loro cinema di qualità secondo te?
8) quale pensi che siano le cause principali della bassezza culturale in cui viviamo?
9) Il tuo film preferito?
10) la tua colonna sonora preferita?
11) Più grande attore/attrice vivente?

lunedì 25 marzo 2013

Rendiamo grazie a Sam Raimi per averci regalato Michelle Williams in 3D

IL GRANDE E POTENTE OZ
di Sam Raimi,
USA, 2013
con James Franco, Michelle Williams, Rachel Weisz, Mila Kunis, Zach Braff
Se ti piace guarda anche: Hugo Cabret, Parnassus-L'uomo che voleva ingannare il diavolo, Alice in wonderland, Shrek, Il mago di Oz.
TRAMA
Il grande e potente Oz è un mago da quattro soldi che si ritrova per caso nel mondo di Oz per salvarlo dal suo crudele destino: una malefica strega minaccia infatti la sua serenità e il suo trono.
Per fortuna che ci sono due streghe buone che lo aiutano e gli indicano come sconfiggere la strega cattiva.
Peccato che la strega cattiva in verità sia quella buona, le streghe buone siano cattive, ed esistono due regni di cui nessuno è minacciato ma lui dovrà lo stesso salvarli.. Un po’ confusi? Non preoccupatevi, il 3D e i fiori giganti risolveranno i vostri dubbi.
Ma soprattutto c’è Michelle Williams
E Allora poca importa la trama. Poi c’è un bel 3D che rende tridimensionali le forme di Michelle Williams e dei magnifici effetti speciali. Ma l’effetto più speciale è Michelle Williams. E poi c’è Mila Kunis, ma quando vede Michelle Williams diventa verde dall’invidia perché Michelle Williams è proprio la principessa-fatina più bella, buona e saggia del mondo.
E poco importa che Michelle non sia mai stata così inespressiva, perché non è mai stata così bella in un film che non sia uno dei suoi soliti film indipendenti d'autore che nessuno vede. E fra tutti gli ottimi attori sprecati, a trarne maggiori profitti è proprio lei, che con questo ruolo si porterà a casa il titolo di bellissima fatina, nonché un sacco di soldini e popolarità.
RECENSIONE
Il grande e potente Oz è soprattutto un grande spettacolo per gli occhi.
E se Il mago di Oz, pietra miliare del cinema uscita circa 70 anni fa, ha segnato più di una generazione, questo nuovo film Disney diventerà un classico almeno per una generazione, il che mi sembra già un ottimo traguardo.
Perché questa spettacolare fiaba ha tutte le carte in regole per soddisfare il suo pubblico, basta non voler mettere i puntini sulle "i".
Nonostante il grande budget a disposizione, la produzione infatti pare aver risparmiato sugli stipendi degli sceneggiatori e investito tutto sull’aspetto visivo, probabilmente pensando che al pubblico infantile della fiaba potesse bastare, il che è anche il motto di un film in cui più volte viene ripetuto che ciò che conta è l’apparenza e non la verità. Ma chi risponderà alle domande dei bambini che continueranno a chiedere perché, perché e perché una volta che avranno digerito l’effetto ammaliante del 3D e dei colori?
E che dire degli attori, scelti tra i più bravi in circolazione e costretti a interpretare personaggi monodimensionali? 
Ma gli enormi, gravi buchi di sceneggiatura e i personaggi tagliati con l'accetta sono compensati da un aspetto visivo affascinante, davvero magico e potente, con un 3D convincente e con un’esplosione di colori e trovate visive azzeccate, nonché ammiccamenti cinefili che soddisferanno i critici e i cinefili delusi della trama: perché l’inizio in bianco e nero in 4:3 è una trovata arguta squisitamente artistica che non ha nulla a che vedere con la trama, mentre diegetico appare l’omaggio al primo vero inventore del cinema: Thomas Edison. Senza di lui e la sua pellicola infatti non ci sarebbero stati i fratelli Lumière e Meliès. Quindi almeno per questo dobbiamo complimentarci a Sam Raimi che è riuscito ad inserire una lezione di storia del cinema in un blockbuster per famiglie.
VOTO: 7-

domenica 17 marzo 2013

Adua e le compagne



ADUA E LE COMPAGNE
Di Antonio Pietrangeli
1959, Italia, Francia
Genere: Drammatico
con Simone Signoret, Emmanuelle Riva, Sandra Milo, Gina Rovere, Marcello Mastroianni, Valeria Fabrizi

 aduafr Antonio Pietrangeli   Adua e le compagne aka Adua and Friends (1960) 


TRAMA
Con l’introduzione della Legge Merlin e la conseguente chiusura dei bordelli, quattro prostitute aprono un ristorante e provano a rifarsi una vita. Ma la società non perdona e non dimentica.

RECENSIONE
Pietrangeli si avvale di un cast disomogeneo formato da due grandissimi attrici francesi e due italiane emergenti: da una parte Simone Signoret, che pochi mesi dopo avrebbe vinto l’Oscar, e Emmanuelle Riva (Hiroshima mon amour, Kapò) e dall’altro Sandra Milo e Gina Rovere.
Il Morandini sentenzia che la minor professionalità di queste ultime è compensata da maggior veracità delle interpretazioni.
Non ha tutti i torti: la Signoret e la Riva offrono prove da manuale ed appaiono algide, composte e perfino eleganti anche quando sono disperate, mentre nelle due italiane c’è qualcosa di genuino e di popolano che fa sì che incarnino meglio due sprovvedute dal cuore d’oro.
Ruggero Maccari, Ettore Scola e Tullio Pinelli scrivono la sceneggiatura di quello che è uno dei film più importanti di Antonio Pietrangeli, che si conferma malinconico e cinico nel dipingere un’Italia gretta e maschilisti in cui è difficile reinventarsi ed emergere per i propri meriti.
Anche in quest’occasione gli uomini non fanno una bella figura: Marcello Mastroianni è il seduttore mascalzone che promette e poi abbandona.
VOTO: 8

REGISTA
Ad Antonio Pietrangeli (1919-1968) prima o poi dedicherò un articolo esaustivo che renda onore a questo grandissimo regista oggi purtroppo dimenticato e punito per aver lavorato in un periodo in cui non c’erano occhi che per Fellini e Visconti.

ATTORI
SIMONE SIGNORET (1921-1985)
L’immortale protagonista di Casco d’oro di Jacques Becker, nonché vincitrice dell’Oscar per La strada dei quartieri altri di Jack Clayton fu conosciuta anche per la travagliata storia d’amore con Yves Montand.

EMMANUELLE RIVA
Oggi la conosciamo tutti per la sua straordinaria interpretazione in Amour di Michael Haneke, ma già sessant’anni fa la Riva era un’icona del cinema di qualità: protagonista di uno dei film simbolo della Nouvelle Vague, Hiroshima mon amour e poi di un altro film che all’epoca destò molte controversie: Kapò di Gillo Pontecorvo.
SANDRA MILO
L’ho celebrata qualche giorno fa in occasione del suo 80°compleanno. Qui è alla sua seconda interpretazione per Pietrangeli.
GINA ROVERE
Classe 1935, è apparsa in ruoli secondari in una sessantina di film. Recentemente è apparsa in I Cesaroni e Don Matteo 7.
MARCELLO MASTROIANNI
(1924-1996)
Dedicargli un articolo che ne ripercorra la sua sbalorditiva carriera potrebbe occupare mesi!
VALERIA FABRIZI
Veste i panni di una bellissima ragazza sedotta dal personaggio di Mastroianni. Oggi la vediamo a fianco di Elena Sofia Ricci in Che Dio mi aiuti!.

mercoledì 13 marzo 2013

Upside down: un'occasione sprecata

UPSIDE DOWN
di Juan Solanas,
Francia, Canada, 2012
Genere: Fantasy romantico
con Jim Sturgess, Kirsten Dunst, Timothy Spall
Se ti piace guarda anche: In Time, Perfect Time

TRAMA
Adam è un ragazzo di umili origini che vive nel mondo di sotto. Nel mondo ricco, quello di sopra, si trova la ragazza che ama: il loro amore è impossibile perché la legge proibisce di passare da un mondo all'altro.
RECENSIONE
Annunciato nel 2009, girato nel 2010, questa produzione francese girata in Canada con attori anglofoni è il primo film a grande budget dell'argentino Juan Solanas.
I 50 milioni di dollari sono tanti per un regista independente, ma non abbastanza per assecondare completamente le sue ambizioni spettacolari e ne risentono soprattutto gli effetti speciali.
A livello visivo il film comunque affascina, grazie all'originale premessa dei due universi opposti che coesistono nella stessa atmosfera e quando lo spettatore è obbligato a guardare personaggi che si muovono e parlano a testa in giù è innegabile che Solanas abbia inventato qualcosa di geniale. 

Peccato che l'originalità finisca qua e la sceneggiatura all'acqua di rose non sia all'altezza della premessa iniziale e i personaggi siano tagliati con l'accetta.

Un'occasione sprecata, insomma. Anche per gli attori: per occhi sempre lucidi Jim Sturgess
è il terzo film in sala in due mesi, per Kirsten Dunst si prova un gran dispiacere nel vederla interpretare un personaggio così piatto dopo gli exploit con Sofia Coppola e Lars von Trier.  
VOTO: 5,5

lunedì 11 marzo 2013

Auguri Sandrocchia




SANDRA MILO
La storia di Sandra Milo rappresenta un po’ l’Italia: il talento non mancava, ma senza raccomandazioni non sarebbe arrivata forse molto lontano. E nel momento in cui è venuta a mancare una guida, è stata inghiottita dalla volgarità della Tv.

Oggi conosciamo Sandra Milo per le sue partecipazioni a reality show trash come L’Isola dei famosi o La Fattoria e le sue ospitate a famigerati talk show pomeridiani di Raiuno e Canale 5: del resto è nel salotto di Barbara d'Urso che ha festeggiato il suo 80° compleanno. 
Da Fellini a Pomeriggio 5 con Barbara d'Urso...

Qualche decennio fa Sandra Milo era conosciuta come conduttrice naif di programmi per bambini, poi è stata vittima di uno scherzo tormentone diventatocelebre.
Negli anni Sessanta però Sandra Milo era una delle protagoniste della stagione d’oro del cinema italiano e una delle poche attrici a vincere due Nastri d’argento a pochi anni di distanza, in un periodo unico e irripetibile per lei e per il cinema italiano.
Tre registi sono stati fondamentali per la sua carriera: Roberto Rossellini, Federico Fellini e Antonio Pietrangeli.
Il primo la portò due volte al Festival di Venezia, una per consacrarla e l’altra per distruggerla: nel 1959 infatti Il generale della Rovere vinse il Leone d’oro, mentre due anni più tardi, Vanina Vanini, che la vedeva protagonista, fu stroncato duramente.
Ci volle Federico Fellini per risollevare la sua carriera e farla entrare nella storia del cinema: il regista-amante le diede la gloria grazie a due ruoli iconici che le fruttarono due Nastri d’argento: il capolavoro 8 ½ e Giulietta degli spiriti.


Fu però Pietrangeli ad offrirle i ruoli migliori, lontani dall’immagine ingenua, voluttuosa ed eccessiva di Fellini. Innanzitutto fu Pietrangeli a scoprirla e farla esordire nella gradevole commedia Lo scapolo nel 1955, poi, negli Sessanta le offrì tre ruoli magnifici in tre film bellissimi oggi immeritatamente dimenticati: quello della prostituta di Adua e le compagne (1960), la donna fantasma nel deliziosissimo Fantasmi a Roma (1963) e infine un ruolo drammatico da protagonista in quella che è la sua prova più intensa nel cinico La Visita (1964).
Ma per Sandra Milo, che tra l’altro aveva iniziato partecipando come comparsa in un film nientemeno che di Jean Renoir, la carriera fu costellata di altri film diretti da autori importanti, come L’ombrellone di Dino Risi (1965), Frenesia d’estate di Luigi Zampa o ancora il divertente e gradevolissimo film in costume Le voci bianche di Festa Campanile e Franciosa (1964).
Fortunata anche la sua carriera francese, che conta, tra gli altri, Asfalto che scotta, definito dal Mereghetti "tra i miglior noir francesi di sempre", Le avventure di Arsenio Lupin, La Giumenta verde e Poi ti sposerò, film in cui recitò al fianco di Catherine Deneuve e Annie Girardot. 

Il vero nome della Milo è Elena Salvatrice Greco e la sua città natale è Tunisi. 
La sua biografia è più movimentata di qualsiasi film che abbia interpretato: sposatasi a 15 anni, incinta, con un conte, divorzia nemmeno un mese più tardi dopo aver partorito un figlio morto. 
Pietrangeli la lancia nel mondo del cinema e Moris Ergas, che sposa in seconda nozze, è produttore della maggior parte dei film che interpreta, a parte quelli con Fellini, col quale, secondo una recente intervista rilasciata a Porta a Porta, la Milo ha avuto una relazione di 17 anni. Segue un terzo matrimonio, una bambina nata morta ma portata in vita dal miracolo di una donna dichiarata poi santa, una lunghissima pausa dai riflettori per dedicarsi ai tre figli e una relazione con Bettino Craxi, che probabilmente le procura l'occasione di diventare conduttrice televisiva. Recentemente, la Milo ha pure dichiarato di essere stata l'amante, ma solo platonica, di Enrico Berlinguer. Ovviamente l'interessato, non ha potuto né smentire né confermare.
 
Oggi Sandra Milo ha 80 anni e nelle interviste dichiara che parla con gli angeli. Fellini, con gli angeli e gli spiriti ci parlava già quando aveva quarant'anni..

Ecco i suoi film più rappresentativi.

1955: con Alberto Sordi in LO SCAPOLO di Antonio Pietrangeli
1959: con Vittorio de Sica in IL GENERALE DELLA ROVERE di Roberto Rossellini
 1960: ADUA E LE COMPAGNE di Antonio Pietrangeli
         con Jean-Paul Belmondo in ASFATTO CHE SCOTTA di Claude Sautet
         FANTASMI A ROMA di Antonio Pietrangeli
1961: con Laurent Terzieff in VANINA VANINI di Roberto Rossellini
1963:  con Marcello Mastroianni in 8 ½ di Federico Fellini
        LA VISITA di Antonio Pietrangeli
1964: con Totò e Jean Rochefort in LE BELLE FAMIGLIE
         LA DONNA E' UNA COSA MERAVIGLIOSA di Mauro Bolognini
         LE VOCI BIANCHE di Massimo Franciosa e Pasquale Festa Campanile
1965: GIULIETTA DEGLI SPIRITI di Federico Fellini

         L'OMBRELLONE di Dino Risi