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sabato 7 febbraio 2015

Il nome del figlio

IL NOME DEL FIGLIO
di Francesca Archibugi,
Italia, 2015
con Vittorio Gasman, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Micaela Ramazzotti, Rocco Papaleo
Genere: Commedia


TRAMA
Una normale cena tra parenti si trasforma in una "carneficina" di parole e rivelazioni. 
COMMENTO
Remake italiano di una scoppiettante commedia francese del 2012, Cena tra amici, a sua volta tratta da una pièce teatrale diretta dagli stessi registi, questo Il nome del figlio aveva tutte le carte in regola per diventare un successo in questo paese in cui a incassare sono solo le commedie. Scontri ideologici, frustrazioni casalinghe, tensioni familiari: gli ingredienti c’erano tutti, bastava adattarli al contesto italiano, come ha fatto Benvenuti al sud.
E invece Francesca Archibugi, anni dopo il riuscito Questione di cuore (2008) ha voluto strafare, aggiungere (ad esempio degli inutili e confusi flashback ad esempio), personalizzare e, errore/orrore notevole, inserire tutto in un contesto romano, escludendo dunque il resto degli italiani e trasformando il tutto nell’ennesimo film romano de Roma di cui non si sentiva la mancanza. E laddove nel film francese la sposa incinta era un’elegante signora, qui abbiamo giustamente una romanaccia burina: perché noi italiani siamo così: trasformiamo in buzzurro ciò anche ciò che è elegante. E questo vale per i toni generali del film. Alla fine comunque è proprio il personaggio della burina a rivelare maggiori sorprese grazie anche all’interpretazione di una sempre ottima Micaela Ramazzotti, affiancata da una sempre in parte Valeria Golino. Meno mirato il reparto maschile, in cui Lo Cascio e Gassman ripetono i personaggi visti in I nostri ragazzi. Non mancano spunti interessanti, ma alla fine l’impressione conclusiva è quella di un’occasione sprecata.

VOTO: 6+

7 commenti:

  1. Loro due belle donne, comunque...:)

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    1. e anche brave: della Golino ho apprezzato anche Il ragazzo invisibile, visto di recente ma non recensito.

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  2. La pellicola originale mi era piaciuta molto, motivo in più per no vedere questo film.

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    1. Io invece proprio per quello ero curioso!

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  3. ne avevo parlato a dicembre di questo film, perché avevo appunto visto quello francese e visto poi l' italiano e penso come te, che sia stata on occasione sprecata, perché se avesse mantenuto
    " lo stile" fuori dai cliché romaneschi di certi ambienti radical chic, sarebbe stata una commedia più che gradevole.

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    1. Concordo: qui il romanesco (intende come lingua/ambiente/modo di fare) non c'azzecca nulla!

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    2. ma il nome si può dire? no vero? ;))

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