Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Kirsten Dunst. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kirsten Dunst. Mostra tutti i post

mercoledì 13 marzo 2013

Upside down: un'occasione sprecata

UPSIDE DOWN
di Juan Solanas,
Francia, Canada, 2012
Genere: Fantasy romantico
con Jim Sturgess, Kirsten Dunst, Timothy Spall
Se ti piace guarda anche: In Time, Perfect Time

TRAMA
Adam è un ragazzo di umili origini che vive nel mondo di sotto. Nel mondo ricco, quello di sopra, si trova la ragazza che ama: il loro amore è impossibile perché la legge proibisce di passare da un mondo all'altro.
RECENSIONE
Annunciato nel 2009, girato nel 2010, questa produzione francese girata in Canada con attori anglofoni è il primo film a grande budget dell'argentino Juan Solanas.
I 50 milioni di dollari sono tanti per un regista independente, ma non abbastanza per assecondare completamente le sue ambizioni spettacolari e ne risentono soprattutto gli effetti speciali.
A livello visivo il film comunque affascina, grazie all'originale premessa dei due universi opposti che coesistono nella stessa atmosfera e quando lo spettatore è obbligato a guardare personaggi che si muovono e parlano a testa in giù è innegabile che Solanas abbia inventato qualcosa di geniale. 

Peccato che l'originalità finisca qua e la sceneggiatura all'acqua di rose non sia all'altezza della premessa iniziale e i personaggi siano tagliati con l'accetta.

Un'occasione sprecata, insomma. Anche per gli attori: per occhi sempre lucidi Jim Sturgess
è il terzo film in sala in due mesi, per Kirsten Dunst si prova un gran dispiacere nel vederla interpretare un personaggio così piatto dopo gli exploit con Sofia Coppola e Lars von Trier.  
VOTO: 5,5

mercoledì 4 gennaio 2012

Migliori attrici del 2011: Prima parte

Dopo i migliori attori dell’anno, è arrivato il tempo di decretare le migliori attrici del 2011.

Ma qui è impossibile citare solo due nomi: il 2011 è stato infatti un anno al femminile, ricco di performance sorprendenti nonché di attrici che sono riuscite ad apparire anche in due o tre film di successo.

10. KIRSTEN DUNST: un grandioso ritorno in Melancholia, che l’è valso la Palma a Cannes. E nel 2012 la vedremo in molti nuovi film.


9. JODIE FOSTER: Carnage è Jodie Foster, semplicemente straordinaria in ogni scena e indubbiamente tra la cinquina delle migliori interpretazioni dell’anno. Meglio tralasciare il flop di The Beaver, che la vede attrice e regista.

8. MILA KUNIS: Sexy e ambigua nel magnifico The Black Swan, divertente e ancora sexy in una delle commedie americane più deliziose dell’anno, Amici di letto. Ci vorrebbe ora un bel ruolo da protagonista.

7. CAREY MULLIGAN: Probabilmente la più saggia attrice under 30 in circolazione: da 4 anni non sbaglia un colpo e quest’anno l’abbiamo vista nel cult Drive e in Non lasciarmi, in cui regge praticamente lei tutto il film

6.MARION COTILLARD la più straordinaria carriera di questo nuovo millennio: in una manciata d’anni la bellissima francese ha vinto un Oscar ed è stata diretta dai più grandi registi viventi: Tim Burton, Ridley Scott, David Lynch, Woody Allen, Christopher Nolan…Quest’anno ha riempito di magia Midnight in Paris, è apparsa in Contagion di Sodebergh, e nel grande successo francese Les petits mouchoirs, a gennaio (forse) nei nostri cinema, diretta dal marito Guillaume Canet che l’ha resa mamma qualche mese fa. E l’anno prossimo, ritorna Nolan..


sabato 29 ottobre 2011

La missione impossibile di Lars von Trier: il film apocalittico d'autore

MELANCHOLIA
di Lars Von Trier,
Danimarca, Svezia, Francia, Germania
                                                      PRESENTE IN 54 SALE ITALIANE

Se ti piace guarda anche: The Tree of Life, Festen, Armageddon, Il Giardino delle vergini suicide

Una serie di immagini sfocate al rallentatore in cui scorgiamo due donne e un bambino fanno da prologo a un primo atto incentrato su una bellissima coppia (Kirsten Dunst e Alexander Skarsgård, figlio di Stellan, anche lui nel cast) al proprio ricevimento di nozze. Il secondo atto invece ruota attorno alla sorella della neo-sposa di prima, ora alle prese con il passaggio di un pianeta chiamato Melancholia.


La prima parte potrebbe essere un preambolo alla seconda, , ma non lo è, perché non aggiunge assolutamente nulla né alla trama né alla descrizione dei personaggi e quindi appare del tutto superflua, se non addirittura dannosa: la presentazione dei genitori di Justine (Kirsten Dunst) e Claire (Charlotte Gainsbourg) non ci fa capire meglio le due protagoniste, anzi, rivela i limiti di uno sceneggiatore che descrive due genitori del tutto inverosimili in quanto troppo diversi dalle figlie. La madre (Charlotte Rampling) odia il matrimonio e il conformismo, e non ha nessuna parola gentile per la figlia; il padre (John Hurt), anziano, pensa solo alle donne e non ha alcuna intenzione di parlare con la figlia come da lei supplicato. Le figlie non hanno nulla a che spartire con questi personaggi: Justine è una ragazza romantica, gentile, attraversata da dure crisi che la rendono scostante e triste e che finiscono per rovinare il suo matrimonio; Claire è completamente dedita al marito (Kiefer Sutherland) e al figlio e si prende cura pure della sorella, che nella seconda parte è in preda a una grave crisi depressiva.
A parte qualche inserto comico (tra cui la limousine, il wedding planner di Udo Kier e il gioco dei fagioli sono quelli migliori) e bizzarro (la neosposa rifiuta di fare l’amore con il marito e la prima notte di nozze obbliga un ragazzo a una sveltina), il ruolo della prima parte serve solo ad allungare la pellicola di un’ora, e a mostrare una Kirsten Dunst sposa sbalorditiva per bellezza e bravura.


La seconda parte, che dura circa 80 minuti, è un film a sé ambientato interamente nella casa di Claire (a Tjolöholms, in Svezia), dove quattro personaggi attendono l’arrivo di questo pianeta che potrebbe distruggere la Terra.
Eppure, nonostante Wagner e una camera a mano sempre febbrile, la tensione non è mai palpabile.
Lars Von Trier ha voluto fare un film apocalittico d’autore: impresa ambiziosa e fallita, nonostante qualche bagliore di poesia e un paio di immagini degne di grande cinema: poche per una pellicola di due ore e mezza che non riesce a emozionare lo spettatore.
Ripensando alle passate eroine del regista, e soprattutto alla Bess de Le onde del destino e alla Selma di Dancer in the Dark, ma in parte anche la Grace di Dogville, Justine e Claire fanno davvero una magra figura: non emozionano, non coinvolgono, non convincono.
Sappiamo troppo poco di loro, non sono le strambe protagoniste dei suoi film precedenti che commuovevano lo spettatore per poi sconvolgerlo nella seconda parte quando, programmaticamente venivano violentate da una trama crudele.
Justine (nessun riferimento a Sade, peccato) è una ragazza incostante nella prima parte, che soffre poi di una misteriosa depressione che la rende apatica e antipatica nei confronti degli altri personaggi ma anche dello spettatore. Ed è un peccato che in questo secondo atto si limiti a girare nella casa come uno zombie, dopo aver dato vita, nella prima parte a un personaggio altamente drammatico, che dovrebbe essere all'apice della felicità e che invece fa di tutto per essere infelice perché logorato dentro da una grande insoddisfazione cronica che la porta a rovinare tutto.
Il personaggio di Claire, invece semplicemente non è pervenuto: si limita ad agitarsi e muoversi in questa immensa casa, il che è un po’ poco per renderla un’eroina indimenticabile, anche se l’interpretazione di Charlotte Gainsbourg è sublime, più di quella di Kirsten Dunst, premiata al Festival di Cannes come miglior attrice pur non essendo la vera protagonista del film e campeggiando ciononostante sulla locandina.

VOTO: 6,5


giovedì 27 ottobre 2011

Hanno ucciso l'uomo ragno

SPIDER MAN 3
di Sam Raimi
USA, 2007
con Tobey MacGuire, Kirsten Dunst, James Franco
Se ti piace guarda anche: Spider man, Spider man 1, Captain America

Peter Parker (Tobey MacGuire) è finalmente un ragazzo felice: va bene a scuola, ha una bella relazione con Mary Jane (Kirsten Dunst), peccato che quello che era un tempo il suo miglior amico, Harry (James Franco) ora gli abbia giurato vendetta.


Terzo episodio della saga di Spider Man diretta da Sam Raimi, quello più costoso (ai tempi il film più costoso della storia del cinema) e più debole nelle critiche, ma non negli incassi.

Nonostante la lunghezza si arriva al termine senza annoiarsi, pur mettendo alla prova la nostra pazienza con gli ostentati colpi di scena generati dalle apparizione dell’Uomo-Sabbia e da Harry. Tobey Maguire è credibile solo quando ha il volto coperto, Kirsten Dunst mette più passione di quanto ne venga richiesta per un ruolo in un film del genere. I personaggi interpretati dagli altri attori (Uomo sabbia, Harry e il fotografo), amabilmente delineati dal punto di vista psicologico nella parte iniziale, sul finale vengono risolti in modo sommario, in favore di scene d’azione che senza l’appiglio di maggior analisi perdono credibilità e fascino (quante ne succedono al miglior amico e quante volte egli volta gabbana?). Alla fine è un trionfo di consolidati valori: l’amore (è una travagliata storia d’amore), l’amicizia (è una travagliatissima amicizia) e la fede (è il suono delle campane, -il richiamo della fede?- ad allontanare il male da noi) e la patria (la bandiera, la fiducia nell’eroe nazionale). In tutto ciò sono inserite battute fuori luogo e scene che vogliono essere divertenti ma risultano ridicole (lui ubriaco, ad esempio).

Dopotutto quel che conta sono gli effetti speciali, sicuramente ottimi, ma arrivati al terzo episodio non rappresentano più una strabiliante novità, salvo l’efficace Uomo-Sabbia.

C’è anche un’appropriatissima colonna sonora. Insomma complessivamente è abbastanza decente per essere un blockbuster, ma i primi due episodi a quanto pare erano nettamente migliori.

martedì 25 ottobre 2011

Let's Talk about Dick!

DICK
Le ragazze della casa bianca
di Andrew Fleming
USA, 1999
con Kirsten Dunst e Michelle Williams

Se ti piace guarda anche: Tutti gli uomini del presidente, Forrest Gump, Scemo & + Scemo

Dick. Già soltanto per il titolo questo film dovrebbe diventare di culto. Ma non lo è mai diventato, e probabilmente non lo diventerà mai perché l’ho visto e amato solo io, ragione per cui voglio convincervi a vederlo.

Dick in realtà qui è il diminutivo di Richard, e come ben saprete, tutti coloro che si chiamano Richard, nei paesi anglofoni vengono chiamati in modo amichevole “Cazzo”. Anche dai loro genitori, nonni e perfino dal prete.

In questo caso però, Dick sta per  Richard Nixon, presidente d’America negli '60 e ’70 ritiratosi a causa dello scandalo del Watergate, fatto scoppiare da una spia di nome Gola Profonda, la cui identità è stata resa nota solo nel 2005. Prima di allora, in molti hanno tentano possibili risposte e  validi film hanno parlato di Nixon: Tutti gli uomini del presidente di Pakula (1976), Gli intrighi del potere di Oliver Stone con Hopkins (nel 1995), The Assassination con Sean Penn (2004) e infine Frost/Nixon nel 2008. Perfino Forrest Gump lo cita, e in fondo questo film lo ricorda per certi versi (anche qui dei personaggi “ingenui” che si trovano per caso in momenti cruciali della Storia).
Tutti film molto seri, al profumo di Oscar. Dick invece è la versione della storia in chiave comica e teen, rendendo accessibili il tema storico a un pubblico diverso da quello dei film appena citati.

Secondo il film di Andrew Fleming le spie erano in realtà due ragazze un po’ suonate e sfigatelle in gita alla Casa Bianca. Qui infatti, Betsy (Kirsten Dunst) e Arlene (Michelle Williams) finiscono per sbaglio in una stanza off-limits dove scoprono che dei funzionari stanno tranciando quantità industriali di documenti, misteriosamente collegati a un “affare” al Watergate, che è proprio il quartiere in cui abita una delle ragazze.
Ingenue, le ragazze fanno domande e per comprare il loro silenzio, vengono insignite dal Presidente in persona (Dan Hedaya), del titolo di dogsitter del cane presidenziale. Lo staff presidenziale capisce infatti che le ragazze non sono particolarmente sveglie e si può raccontare loro qualsiasi balla, ma allo stesso tempo, essendo così ingenue, chi può garantire che tengano la bocca chiusa?Bisogna puntare sui loro buoni sentimenti e dunque il Presidente si finge loro amico.La povera Arlene finisce per innamorarsi di Nixon, e chiamarlo Dick nei propri diari.
Con la testa tra le nuvole, cade mentre pattina pensando a lui non prima di aver urlato in pubblico “I want Dick” (SCENA CULT 1).

Il fratello di Betsy è un perfetto figlio dei fiori, che riempe la torta di mammà con foglie di marja e guarda un porno chiamato Gola Profonda. La torta finisce alla Casa Bianca, e viene offerta a Breznev, che, preso dall’euforia della canna, firma un trattato sulla limitazione delle armi strategiche.Non solo, ma Betsy, chiede al Presidente di cessare la guerra in Vietnam perché non vuole che suo fratello parta. Il giorno dopo viene annunciato il ritiro delle truppe..
Le due però non sono così idiote come sembrano, o meglio sì, lo sono, però sono anche delle ficcanaso e finiscono in casa di un pezzo grosso..

SEQUENZA CULT:
Per entrare, Besty seduce il ragazzo che sta lavando l’auto davanti al garage (Ryan Reynolds prima di sposare e poi divorziare da Scarlett Johansson) chiedendogli se gli va di pomiciare. Arrivati in camera, Kirsten lo strofina con i capelli, per poi andarsene all’improvviso quando scopre l’identità del ragazzo. Uscendo,si scontra con il proprietario della casa e per non farsi riconoscere si copre il visto con i capelli muovendo la testa da una parte all’altra.

Nel frattempo Arlene canta “I Honestly You” e lo registra su un mangianastro. Quando però riascolta la propria voce, sente anche ciò che è stato registrato prima, e cioè delle parolacce rivolte al cane! Ci sono anche conversazioni telefoniche scottanti, ma di queste non se ne cura la ragazza, che, pentitasi di aver registrato una canzone d’amore per un uomo che offende gli animali, prende la cassetta con sé.

Arrivate a casa di Arlene, scoprono che sua mamma (interpretata da Teri Garr, la mitica Inga di Frankestein Junior) ha trovato all’improvviso un fidanzato mozzafiato: deve essere una spia. Le ragazze capiscono così di essere solo due stupide ragazzine trovatesi in mezzo a qualcosa di molto più grande di loro e dopo aver assistito agli arresti di funzionari che avevano conosciuto alla Casa Bianca, decidono di fornire il loro nastro con queste intercettazioni anti-litteram a due giornalisti più idioti di loro (il celebre Woodward è interpretato da Will Ferrell). e come nome di copertura usano Gola Profonda.

(SCENA CULT 3)

Le due salutano il passaggio dell’elicottero presidenziale sventolando la scritta "You suck, Dick" e vestendosi con una bandiera americana.

Arlene: Ma non è reato fare a pezzi la bandiera?

Betsy: No se poi la indossiamo!

In ogni cult che si rispetti, anche i titoli di coda devono essere di culto: ecco dunque la stanza ovale della Casa bianca illuminata dalle luci stroboscopiche e le nostre eroine che la percorrono pattinando e leccando un lecca-lecca sulle note di Dancing Queen degli Abba.

Il regista Andrew Fleming non ha avuto molta fortuna (il suo più grande successo, si fa poi per dire, è Amici per gioco, amici per sesso, una sorta di Amici di letto con annesso triangolo), ma le due attrici sono letteralmente sbocciate come fiori.

La commedia, spesso virata al demenziale, è davvero divertente e con buoni dialoghi che vantano una manciata di ottime battute. La colonna sonora è un misto di successi dell’epoca (You’re so vain, Crocodile Rock, Dancing Queen..). Le scenografie e i costumi anni '70 sono adorabilmente Kitsch e le due protagoniste interpretano la parte delle ragazze suonate alle perfezione!
Insomma, spero di avervi convinto. Questo è un film da recuperare, diffondere e cultizzare!

Concludo con un dialogo tra le due:

Besty: Tu sei la mia migliore amica!

Arlene: Ma io sono la tua unica amica!








lunedì 24 ottobre 2011

Kirsten Dunst's filmography: Part II

2000: Bring it on (Ragazze nel pallone), commedia accolta piuttosto bene dalla critica, The Crow 3 - Salvation, accolto invece molto male, è il terzo sfortunato capitolo della saga de Il Corvo.
2001: il dimenticabile Crazy/Beautiful, storia di una ragazza interrotta, ricca e viziata, che si riscatta grazie all'amore per un ragazzo portoricano povero (Jay Hernandez)


2002: la svolta che la trasformerà in star. La trilogia di Spider Man firmata Raimi, con 2 miliardi e mezzo di incasso complessivi, conclusasi nel 2007.

2003: un ruolo in Mona Lisa Smile, deludentissima versione al femminile de L’attimo fuggente, con Julia Roberts come protagonista.


2004. Un ruolo, ancora una volta non da protagonista, grazie al quale rimarrà però nella storia: quello in Eternal Sunshine of the Spotless Mind, regia di Michel Gondry, con Jim Carrey al meglio e Kate Winslet al suo solito (cioè bravissima), il film è cresciuto anno dopo anno fino ad affermarsi come uno dei film più amati degli ultimi anni.

2005: Elizabethtown, commedia gracile e graziosa con Orlando Bloom, che non ha ottenuto gli effetti desiderati né in termini di critica né di box office.

2006. Altro punto cruciale della sua carriera, ovvero Marie Antoinette, di Sofia Coppola, di cui è protagonista assoluta.

2008. Bisogna aspettare ben 2 anni per rivederla sul grande schermo, ed è soltanto per il ruolo minore in un film minore: la commedia How to Lose Friends & Alienate People (Se non ci sei non esisti), passata inosservata.

Poi arriva la notizia di un ricovero in clinica per disintossicarsi, prontamente smentita dalla stessa Dunst che dichiara di soffrire da tempo di una forte depressione che l’ha portata a ricorrere al ricovero in clinica.

Finalmente ripresasi, Kirsten decide di recitare per il più deprimente e devastante regista al mondo: Lars Von Trier, che la rende protagonista di Melancholia, uno dei suoi film più deprimenti, e la convince perfino a spogliarsi nuda alle soglie dei 30 anni. La performance le vale però la Palma d’oro al Festival di Cannes e segna la rinascita, anche artistica, dell’attrice.

2012. Non la vedremo di certo in All Good Things (ma forse non è così grave, vero Cannibal Kid?) con Ryan Gosling, uscito in sordina perfino negli USA, ma la vedremo senz’altro, in un piccolo ruolo, nell’adattamento di On the road di Walter Salles (I diari della motocicletta), nella fanta-love comedy Upside down e molto probabilmente la ritroveremo per la terza e quindi attesissima collaborazione con Sofia Coppola.

domenica 23 ottobre 2011

Kirsten Dunst's filmography: Part I

L’uscita di Melancholia, nuova opera di Lars Von Trier, è l’occasione per ripercorrere la carriera di Kirsten Dunst, una delle attrici più versatili di Hollywood che grazie a Sofia Coppola prima e Von Trier ora, ha dimostrato un grande talento d’attrice in film d'autore. Sul set fin da bambina, nominata al Golden Globe a soli 12 anni, Kirsten ha brillato sia come commediante, sia come attrice drammatica.
Ripercorriamo le tappe della sua lunga carriera.



Kirsten Dunst è nata il 30 aprile in New Jersey, a 3 anni i suoi la trasformano in una modella per spot televisivi, mentre il suo debutto è tenuto a battesimo da nientemeno che sua Maestà Woody Allen in un episodio di New York Stories: Kirsten ha 6 anni e un debutto del genere non può che essere di buon auspico..(è la bambina a destra).

1994. A 12 anni avviene una svolta nella sua carriera grazie a tre film molto diversi tra loro: è riconoscibile a fianco di due miti come Michael J. Fox e Kirk Douglas nella commedia di successo Greedy (Caro Zio Joe), che da piccolo guardai e riguardai un sacco di volte, ma soprattutto ha il primo ruolo importante in Interview with the Vampire (Intervista col vampiro) dove interpreta la figlia surrogata e vampira Tom Cruise e Brad Pitt. Il film, che include scene molto disturbanti per una bambina così piccola, le frutta la prima ed incredibilmente ultima nomination al Golden Globe come attrice non protagonista.

Nello stesso anno è in una delle più riuscite trasposizioni di Piccole Donne, mentre nel ’95 affianca Robin Williams nel blockbuster per famiglie Jumanji.

1996: è un personaggio ricorrente della terza stagione di ER, lo sapevate/ve la ricordavate?
Kirsten interpretava una baby prostituta di cui si prende cura l’allora meno conosciuto George Clooney.



1997: appare al fianco di Dustin Hoffman in Wag the Dog (Sesso e potere), nel
1998 in Small Soldiers di Joe Dante, curioso film anti-militarista che mette in scena una guerra tra giocattoli.



1999: rifiuta il ruolo di Angela in American Beauty, passato poi a Mena Suvari che è diventata così uno dei simboli del cinema degli ultimi 20 anni. Kirsten, allora sedicenne non se la sentiva di spogliarsi nuda.
Oggi possiamo darle ragione: Mena Suvari non è più nessuno, Kirsten invece si è spogliata per Lars Von Trier.

Al posto di American Beauty gira Dick (in italiano Le ragazze della Casa bianca), commedia satirica oggi completamente dimenticata e ignorata da critica e pubblico che deve essere però recuperato al più presto, anche perché è al fianco di un’altra mia favourite, ovvero Michelle Williams.
Del ’99 è anche un ruolo ultra drammatica nel televisivo Devil’s Arithmetic, accanto alla compianta Brittany Murphy.


Ma il 1999 è soprattutto l’anno dell’incontro con Sofia Coppola al suo esordio col film evento The Virgin Suicides (Il giardino delle vergini suicide), delle cui suggestioni vi ho già parlato.

 
 
 
 to be continued...