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venerdì 24 gennaio 2014

American Hustler

AMERICAN HUSTLE
di David O.RusselL
USA, 2013
con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence, Robert De Niro
TRAMA
Anni '70, New Jersey: una coppia di truffatori, arrestata, decide di collaborare con l'FBi per incastrare alcuni politici corrotti.


RECENSIONE
La storia del cinema è piena di storie di truffe clamorose, David O' Russel riesce a raccontarne con grandissima maestria una non particolarmente originale ma coinvolgente grazie a una sceneggiatura scoppiettante che riesce a intrattenere per 130 minuti senza mostrare alcun segno di cedimento grazie all'accumulo di colpi di scena, battute e...look azzardati!
Come non restare colpiti infatti dal Christian Bale appesantito e con riporto, dal Bradley Cooper con bigodini, da una Amy Adams perennemente scollata e una Jennifer Lawrence altrettanto lasciva ed esplosiva?
Insomma un intrattenimento intelligente, scritto bene, ricco di dialoghi spumeggianti: il talento di Russel per le commedie è confermato, con oramai un'inconfondibile impronta.
VOTO: 7,5

giovedì 21 febbraio 2013

La vita è una battaglia persa per combattere il proprio padrone



THE MASTER
di Paul Thomas Anderson
USA, 2012
con Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Laura Dern.
 
Se ti piace guarda anche: Il Petoliere, Cloud Atlas 
CANDIDATO A 3 PREMI OSCAR
VINCITORE DELLA PALMA D'ARGENTO E DELLA COPPA VOLPI PER MIGLIOR ATTORE AL FESTIVAL DI VENEZIA 2012
TRAMA

Un reduce di guerra con turbe psichiche ereditate dalla madre incontra per caso un predicatore che gli si affeziona e vuole aiutarlo.

RECENSIONE

Paul Thomas Anderson con questa pellicola vagamente ispirata al fondatore di Scientology è riuscito ad allontanare da sé il pubblico (grande fallimento commerciale), una buona fetta di futuri collaboratori seguaci della dottrina e, soprattutto, è riuscito a mettere in discussione lo status di più grande regista della sua generazione.

A quattro anni da quel capolavoro che fu Il Petroliere le aspettative per la nuova opera del regista di Magnolia era altissime e sono state amaramente deluse.

Anderson si conferma grande nel dirigere gli attori (candidati all’Oscar i tre interpreti principali) e a scegliere i collaboratori tecnici, ma è da bocciare senza riserve come sceneggiatore.

Dispersivo, compiaciuto, irritante, perfino confuso e incapace di arrivare al nocciolo.

E pensare che le premesse erano geniali: proporre sullo schermo un’altra pagina di storia americana attraverso il rapporto tra due uomini, lasciando l’Ottocento dei petrolieri e predicatori per arrivare a metà del secolo successivo, quello delle grandi conflitti mondiali, per presentarci un altro predicatore e un reduce di una di quelle guerra.

E se il personaggio del falso profeta interpretato da Hoffman lascia il segno, seducendo e disgustando al punto giusto, quello del protagonista schizofrenico non convince affatto.

Come in ogni film del regista, la musica riveste un ruolo importante nella caratterizzazione di atmosfere e personaggi: tale compito è affidato ancora una volta a Jonny Greenwood dei Radiohead, che dopo Il Petroliere, compone un’altra colonna sonora magnifica.

Ma non bastano belle musiche, bella fotografia e bravi attori: il film, dopo la visione, si chiude su stesso e si dimentica in fretta, senza lasciare allo spettatore alcuna emozione o riflessione.

VOTO: 6,5

mercoledì 12 dicembre 2012

Problemi con la curva?

DI NUOVO IN GIOCO
(TROUBLE WITH THE CURVE)
di Robert Lorenz,
USA, 2012
con Amy Adams, Clint Eastwood, Justin Timberlake, John Goodman
Genere: sportivo

Se ti piace guarda anche: Moneyball, Invictus, Gran Torino
TRAMA

Un anziano scout di baseball comincia a perdere colpi, tuttavia continua imperterrito il suo lavoro.
La figlia, con la quale non è in buoni rapporti, viene convinta da un amico del padre a stare attenta: la ragazza così decide di seguire il padre in North Carolina dove tenterà di ricucire il rapporto con lui.
RECENSIONE
Questo è l’anno delle promesse infrante: prima Woody Allen, poi Clint Eastwood: entrambi avevano annunciato che non avrebbero più recitato e invece..
Eastwood ritorna a recitare a 4 anni da Gran Torino per l’esordio alla regia di Robert Lorenz, suo storico produttore e assistente regista. E di Gran Torino l’ottantaduenne sembra riprendere lo scontroso personaggio e riproporne una copia sbiadita.
Non potevo non mettere la locandina parodica appena pubblicata da un sito americano perché questo è un film che si presta moltissimo ad essere deriso, anche se il duo di protagonisti riescono a farsi perdonare la banalità della trama e l'ordinarietà della regia.
Come film sul baseball visto dal punto di vista degli scout, era di certo meglio Moneyball, tra l’altro uscito non molto tempo fa. E il sub plot del rapporto tra padre e figlia è quando di più prevedibile, buonista e banale possa esserci, anche se Amy Adams riesce sempre a salvare qualsiasi personaggio. Peccato che questa volta se se la debba vedere anche con la più scontata delle love story al fianco di un non attore come Justin Timberlake (che comunque se la cava sempre). A salvare il film gli ultimi 15 minuti, grazie sempre al personaggio della Adams: comunque un po' poco in un film di quasi due ore. 
Quindi se da una parte fa piacere rivedere il vecchio Clint davanti alla macchina da presa resta comunque sconfortante vederlo in tale soporifero mix di banalità hollywoodiane assortite, ma che ci tocca fare? Potrebbe comunque restare la sua ultima prova d'attore, quindi tanto vale metabolizzarla.

Per una volta la traduzione italiana è migliore della versione originale.
VOTO: 6