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domenica 27 maggio 2012

Bentornata Regina!

REGINA SPEKTOR
What we saw from the cheap seats
DATA DI USCITA: 27 MAGGOO 2012  
Se ti piace ascolta anche: Tori Amos


Regina solo di nome perché purtroppo la Spektor non ha ancora ottenuto il successo che si merita.
Arrivata al sesto album in 11 anni, la cantautrice e pianista russa ritorna a tre anni dal bellissimo Far che la consacrò negli States dove riuscì ad arrivare addirittura alla terza posizione.
Nel resto del mondo però la Spektor rimane confinata alla scena indipendente e in Italia è sconosciuta ai più, nonostante le sue canzoni si siano fatte sentire in diversi film (Beastly, (500) giorniinsieme, Amore e altri rimedi, Le Cronache di Narnia, In Bruges) e serie tv (Boardwakl Empire, Grey’s Anatomy, E alla fine arriva mamma!, CSI).
Che questa sia la volta buona? Francamente ne dubito visto che All the rowboats, il singolo che anticipa l’album, cupo e bellissimo, non l’ha notato nessuno, americani compresi.
Speriamo che vada meglio col secondo adorabile singolo, Don’t leave me (Ne me quitte pas), rivisitazione della sua cover dell’omonimo pezzo di Jacques Brel. Una canzone allegra, ma non superficiale, perfetta anche per l’estate, ma un’estate con un po’ di sostanza.
Infatti questa nuova fatica conferma il grande talento di Regina Spektor, che ci regala dieci bellissime canzoni tra le quali nessuna è sacrificabile e tutte viaggiano (più o mneo) sullo stesso livello.
L’unico neo che le si può rimproverare è l’eccessiva brevità del disco: 4 canzoni su 11 durano infatti meno di 3 minuti, ed è un vero peccato. Inutile dire che vale acquistare la versione deluxe.

VOTO:
Regina Spektor - All The Rowboats Lyrics

martedì 27 marzo 2012

Madonna non è morta

(...ma è agonizzante)
 MDNA 
MADONNA
Genere: dance, elettronica, pop

Quando la conobbi ero appena un ragazzino e lei una donna già matura, oggi io sono un adulto e lei è una ragazzina. Lei è Madonna, che segue leggi diverse rispetto il resto degli esseri umani. 
Dopo la più lunga pausa della sua intera carriera, che tra l'altro è coincisa con l'esplosione del fenomeno Lady Gaga, colei che è definita la Regina del pop è tornata per riprendersi il suo trono.
Ci è riuscita?
Considerando che il singolo Give me all your luving è stato uno dei suoi maggiori flop dal 1984 a questa parte la risposta pare essere no.

Per quanto riguarda il disco, c'è da dire che Madonna mette in tavola tutte le carte che hanno costruito il suo impero, mescolando così melodie e testi leggeri e orecchiabili, profondi e arrabbiati, sexy e provocatori. Diversamente dall'anonimo Hard Candy, qui i testi sono personalissimi e rivolti soprattutto all'ex marito Guy Ritchie, anche se non manca quale riferimento a rivali femminili (Gang Bang, Give me all your loving).
Il disco inizia così da dove finiva l'album Like a Prayer (1989), e cioè con l'Atto di dolore. Un atto di dolore a quanto pare non molto sentito visto che nella canzone (trascurabilissima e già datata) la cantante si descrive come una cattiva ragazza che vuole solo divertirsi. Madonna ribadisce il concetto anche in I'm a Sinner, dove dopo aver citato in maniera alquanto blasfema la Madonna e i santi, ammette di essere una peccatrice e che le piace così.
In Gang bang, su una tecno già sentita Madonna canta il suo testo più cattivo, destinato a diventare cult grazie a uno humour talmente nero e politcamente scorretto che pare provenire direttamente da un film di Tarantino: l'ultimo minuto del pezzo è poi un crescendo di rabbia davvero imperdibile.
I'm addicted e Some Girls sono due brani dance scatenatissima ma trascurabili, Turn up the radio, terzo singolo, è sempre dance, ma più solare, tanto da tornare ai tempi e alla spensieratezza di Holiday, il che oggigiorno è decisamente troppo. Così com'è troppo giovanilistica (abbiamo addirittura le cheerleader) Give me all your luving che vede Nicky Minaj e MIA in un brutto rap. Decisamente giovanlisitica, per non dire infantile, anche Superstar, di innegabile e trascinante allegria.  I don't give a.. vede la partecipazione di Nicky Minaj in un pezzo r'n'b canticchiabile dal testo personalissimo e duro in cui Madonna confessa la propria vulnerabilità e le proprie sconfitte in campo affettivo. Finalmente, giunti alla traccia numero 9 si raggiunge un po' di sostanza anche nelle musiche, grazie a William Orbit che con I'm a Sinner firma un brano accattivamente, orientaleggiante e a tratti ipnotico, ma purtroppo troppo simile ai suoi lavori precedenti (la basa iniziale è identica a quella di Amazing del 2000, poi il sound diventa quello di Beautiful Stranger del 1999 e infine c'è pure la chitarra di Ray of light del 1998..).
Del tutto inaspettato è il banjo che introduce Love spent, sostituito da violini  elettronici: peccato che arrivi poi la solita electro dance. Nonostante il ritrmo veloce c'è però una malinconia crescente ad accompagnare un testo che non si dimentica : I Want You To Hold Me Like You Hold Your Money
(...) Love Spent, Feeling Love Spent
Yeah I'm Love Spent, Wondering Where The Love Wentl.
Arriviamo poi alla prima ballad, Masterpiece, già vincintrice di un Golden Globe: testo ricco di un pathos e di un sentimento che non si sente in questa canzone elegante ma freddina.
Eccoci così catapultati nel gran finale, che come da 22 anni a questa parte, per qualche strano motivo, è sempre il migliore brano dell'album. Grazie a William Orbit e Joe Henry, Falling Free raggiunge vette emotive e musicali notevoli, grazie ad atmosfere eteree e sospese in cui si mescolano le sonorità di Ray of Light e le estensioni vocali mostrate da Madonna in Evita. E in questa malinconica chiusura c'è anche l'addio all'ex marito, in quel "now we're both free to go".

La Versione Deluxe è comunque imprescindibile perché mostra una Madonna ancora più sfaccettata, con Beautiful Killer, piacevolmente retro e fresca allo stesso tempo,  la malinconia I F___ ked up, che assieme a Best Friend (che sembra provenire da un album delle Tlc e assomiglia molto a Baby that's not me di Jennifer Lopez) parla ancora della fine del suo matrimonio. E per finire c'è il delizioso divertissement con MIA in B-day song, inspiegabilmente non finito nella versione standard benché superiore al featuring con Nicky Minaj.

Insomma  Madonna ci dice che vuole rimanere giovane e vuole divertirsi, e non ha alcuna intenzione di diventare una tranquilla signora.
Sexy, provocatoria, seria, stupida, blasfema: tutta Madonna in un disco che però rimane tra i suoi meno riusciti (forse addirittura il peggiore, ma è ancora presto per dirlo) e non vanta una serie di possibili hit come invece poteva avere il precedente, benché più anonimo, Hard Candy.
Qui mancano canzoni davvero degne di essere singoli e la scelta dei primi due singoli ben dimostra questo problema: fatto che nella carriera di Madonna non era mai successo. Infatti i suoi album o avevano singoli perfetti e brani riempitivi, o erano tutti dei possibili hit in cui c'era solo l'imbarazzo della scelta. Qui l'imbarazzo è di tipo differente.
Senza contare che una volta Madonna scopriva e lanciava nuovi talenti e ora invece si affida a dj che nel curriculum hanno un solo tormentone estivo. (Martin Solveig e i reggiani Benni e Alex Benassi)
VOTO: 6

sabato 16 aprile 2011

Disco della settimana: Olly Murs

OLLY MURS, OLLY MURS
Provenienza: Uk
Genere: dub, pop
Categoria: vengo da un talent show e me la tiro
Stile: UB40, Robbie Williams.

Nato nel 1984 a Essex, Olly Murs è arrivato secondo all’edizione del 2009 di X Factor, ma ha superato il vincitore in quanto a vendite. Ha pubblicato il suo album di inediti alla fine del 2010. Ha promesso che se il suo singolo Please don't let me go avesse raggiunto la vetta delle chart si sarebbe spogliato nudo e così ha fatto, su riviste e durante concerti.

Il suo target è quello giovanile e femminile e il più appropriato parallelo italiano che si può tracciare è quello con Marco Mengoni, anche se non mi sembra che questo inglesino abbia una voce molto potente o caratteristica. È una voce radiofonica, un look cool, un viso a metà tra Gary Barlow e Will Young e un mix di stili fra i quali il giovane Olly deve ancora probabilmente trovare il suo.

L’album che porta il suo nome è infatti un concentrato di pop, dub e un pizzico di elettronica. Confezionato benissimo, come i video: grande cura, ma poca sostanza.
Senza contare le troppe reminiscenze: si parte con Change is Gonna Come che ricorda troppo Freedom del connazionale George Michael, Hold on che cita Pop Muzik del duo inglese M, per non parlare di Busy, dove si respira aria di plagio per la somoglianza con I’m yours di Jason Mraz. Heart on my sleeves, il terzo singolo uscito da poche settimane in Uk, porta la firma di James Morrison ed è la classica ballatona strappalacrime con annesso video ultra deprimente.
Per il resto un album abbastanza colorato e vivace, vietato ai maggiori di 25 anni.

Il video più simpatico è quello di Thinking of me,  arrivato da poco anche sui network televisivi italiani: ben confezionato, simpatico, sbruffone.
Avrà successo al di fuori del Regno Unito? Assolutamente no, ma in caso contrario, io ve l’ho fatto conoscere.
VOTO:

martedì 5 aprile 2011

Disco della settimana: Flags

                                                BROOKE FRASER, Flags, 2010


Provenienza: Nuova Zelanda
Genere: pop country 
Categoria: La ragazza con la chitarra


Volete un antido alla schiera omologata di divette pop porno che sta invadendo il pianeta come un’invasione di cavallette?

Si chiama Brooke Fraser e viene dalle terre lontane e incontaminate della Nuova Zelanda. Non si spoglia, non si veste di carne cruda, non canta in playback, non è mai stata arrestata per guida in stato di ebbrezza, non ha reggiseni che sparano panna montata o scintille ma sa suonare la chitarra.

È nata del 1983 ed è al suo terzo album. Nel suo paese natio è già una star e questo disco Flags è stato un grandissimo successo, lanciato dal tormentone estivo Something in the water, che da un paio di mesi si è insinuato con impeto anche nelle nostre radio e tv.

Il pezzo è un graziosissimo e irresistibile pezzo pop nell’antica eccezione del termine (chitarre e batteria) che porta in sé anche interessanti echi country. Stesso discorso vale anche per il nuovo singolo Betty. Peccato che il resto delle canzoni viaggia su un binario diverso: i ritmi si dilatano, le atmosfere cambiano del tutto e si entra in un mood alla Sarah McLachlan e Norah Jones. Insomma atmosfera notturne e cullanti. Il che è comunque un gran sentire, ma dopo il brio del primo singolo francamente mi aspettavo qualcosa di più ritmato, ovvero un’alternativa vivace alla dance più sfrenata che impazza ovunque. Invece a parte i due singoli apripista, le altre 9 tracce che compongono questo valido disco sono tutti lentoni chitarristici troppo omogenei fra di loro. Non lasciatevi ingannare da alcuni titoli dark come Crows and locusts: il testo è suggestivo (Gonna chase away the devil when that sun does rise/Gonna plead the blood/It was the year/The crows and the locusts came) ma la melodia rassicurante. C’è un pezzo dedicato anche a Jack Kerouac per giustificare la trasferta americana e soprattutto un bel duetto con tale Aqualung, Who are we fooling?           

something in the water - Guarda il video
 
Betty - Guarda il nuovo video

domenica 9 gennaio 2011

un anno in musica

Musicalmente parlando il 2010 è stato un anno assai grigio e desolante, da un punto di vista commerciale dominato da sciacquette pop che fanno canzoni tutte uguali. Che fine hanno fatto i ragazzi? Gli unici ad aver venduto qualcosa sono stati Eminem e Justin Bieber, il che è tutto un programma..
Non che io sia rimasto immune dall’invasione delle bionde ventenni trasgressive a ogni costo: ogni tanto pura tamarragggine ci vuole e solo il mio Ipod sa quante volte mi sono ascoltato Tik Tok, ma pensare che Lady Gaga (illustrazione a fianco) a suon di canzoni che sembrano tutte remix dello stesso pezzo sia diventata l’artista che ha venduto di più negli ultimi due anni è qualcosa di agghiacciante.


Per fortuna il 2010 è stato anche l’anno della conferma di due ottime band, una italiana e una americana: i Baustelle e gli MGMT. Di questi ultimi è il video che scelgo per rappresentare il 2010: Congratulations. Prendetevi 4 minuti e guardatelo tutto: vi troverete massime ovvie e perfino banali sulle quali però non riflettiamo mai veramente, come:

The reason why we have 2 ears and 1 mouth is so we can listen more than speak

E la migliore di tutte:

Bombing for peace is like fucking for virginity

Da vedere qui:

http://www.youtube.com/watch?v=26p1-RO6vVk

giovedì 7 ottobre 2010

Brandon Flowers Live in Italia

Il fantastico Brandon Flowers è approdato sulla nostra penisola per regalarci a Milano e Roma uno show impeccabile. Forse regalare non è il termine più esatto, vista l'esigua durata di uno spettacolo che evita accuratamente il repertorio killersiano salvo Losing touch e una meravigliosa versione acustica di quella che secondo me è una delle più belle canzoni dei Killers, When You Were Young.
Per il resto solo materiale del nuovo album, comprese bonus tracks trascurabili e clamorosamente esclusa la migliore, Welcome To the Fabulous Las Vegas, tra l'altro di grande pathos e impianto operistico.
Il tema della giovinezza è al centro anche del nuovo singolo di Brandon, Only the Young, di cui vi posto il ritornello del live da me registrato.

 Qui invece il video ufficiale, appena uscito, decisamente meglio di Crossfire.

martedì 5 ottobre 2010

Recensione Hands all over- nuovo disco dei Maroon 5

I Maroon 5 a proposito del loro nuovo album hanno affermato che dopo il flop del precedente lavoro hanno preferito tornare alle origini e allo stesso tempo inserire più country e rock nella loro musica. Innanzitutto io mi ricordo che If i never see you face again e I won’t go home without you furono dei grandissimi successi e poi sentire una giovane band che dopo due album parla di “tornare alle origini” mi sembra un non-sense. Terza e ultima obiezione: il nuovo album ha ben poco di country e di rock, come il singolo di lancio, Misery ha fatto intuire. Diciamo che è un pop classico, molto American, quindi tutto chitarre e batteria.

Ma come il loro precedente labum, tantissimi sono gli ammiccamenti ai ruggenti anni ’80 e qui Sting è sostituito da Prince come punto di riferimento: basta sentire la seconda traccia, nonché secondo singolo Give a little more (qui il nuovo video, deludente). Pezzo tra l’altro non irresistibile come invece lo è il successivo Stuttur.
Don’t know Nothing è un giocoso pezzo pop che ammicca a Dude (looks like a lady) degli Aerosmith. Con Never Gonna leave this bed si entra nel reparto ballad, con I can’t lie si sorseggia un po’ di soul e con How si ascolta un’ ottima ballata rock. Ma è grazie a Just a Feeling, altro lento, che si raggiunge l’apice con un perfetto pezzo di rock leggero. Notevole pure il successivo Out of Goodbyes, cantata con Lady Antebellum e venata, questa sì, di atmosfere country. Si cambia poi improvvisamente tono per passare ad un altro pezzo smaccatamente ‘80’s e spudoratamente orecchiabile: Get back in my life. La lezione di Prince si sente anche nel successivo Runaway, che chiude in bellezza l’album.

Come definire dunque questo disco, se non affermando che è la conferma di una voce notevole, quella di Adam Levine, e di un gruppo che continua la sua scalata al successo con un album che non si preoccupa molto di progredire verso sonorità più mature o sperimentali, proponendo un mix irresistibilmente easy sexy trendy funky pop rock da fischiettare senza tregua..

giovedì 30 settembre 2010

W Las Vegas! il ritorno di Brandon

Sono passate diverse settimane dall'uscita di FLAMINGO, nuovo album di Brandon Flowers e posso dire di averlo metabolizzato completamente.. Non che ci sia voluto molto, ma sicuramente necessita di più ascolti.

Molto meno orecchiabile e immediato di Day and Age,  il precedente lavoro con la sua band, l'esordio da solista di Flowers rimanda più a Sam's Town, rimanendo fedele al 100% al sound dei The Killers, che hanno preferito non partecipare alla registrazione e alla promozione di questo lavoro per prendersi un anno di riposo dopo il lungo tour del 2009. L'instancabile Brandon invece è tornato subito in studio a collaborare con Stuart Price, già co-autore di Human e di Confessions on a dancefloor di Madonna. Le novità sono invece Daniel Lanois e Brendan O’Brien, storici produttori del meglio del meglio (da Dylan a Springsteen) che però nulla aggiungono al sound a cui Brandon ci aveva abituati.
Ecco così un album ultra omogeneo di 10 tracce godibilissime, tutte di pari qualità, in cui è davvero impossibile scartarne o eleggerne una. Il mio particolare favore va a Swallow it, ma va segnalata anche la maestosa e teatrale apertura di Welcome to the Fabulous Las Vegas e il dolcissimo e malinconico duetto con Jennifer Lewis, Hard Enough.
Nessun passo in avanti insomma, ma una gradita conferma.
Se vogliamo trovare il pelo nell'uvo si potrebbe obiettare l'artwork del disco: ancora deserto, ancora Las Vegas e Nevada. Per il resto, grazie Brandon.


sabato 18 settembre 2010

Lost in Coppola

In seguito alla visione di Somewhere non sono riuscito a trattenermi dal rivedermi subito Il Giardino delle vergini suicide e Marie-Antoinette. Somewhere riuscirà mai a piacermi come questi titoli? Ne dubito, ma tanto di coppola (ok battuta terribile) per questa regista. Così come mi sono innamorato di nuovo di quella sognante e indimenticabile Playground Love degli Air che conduceva le cinque bellissime e biondissime vergini all'altare della morte, ho divorato con gli occhi quei coloratissimi dolci al cospetto della regina più glamour di Francia e ho sognato di vivere anch'io un'adolescenza annoiata alla corte più bella del mondo.
Con Somewhere mi sono ricordato anche dell'esistenza dei Phoenix, che una decina d'anni fa amai assai grazie ad Everything e quella Run run run che non ha mai smesso di ronzarmi in testa. Ho scoperto poi che i Phoenix hanno pubblicato a gennaio un album premiato col Grammy nella categoria best alternative. Adesso io non credo che alternative sia il termine adatto, anche perché ultimamente è un vocabolo assai abusato. É un album gradevole, dal titolo presuntuoso (Wolfgang Amadeus) composto da 9 brevissime canzoni, eccezione fatta per quella Love Like Sunset che apre e chiude l'ultimo film della Coppola. Un pezzo bellissimo che non ha però niente a che fare con il resto dell'album, dato che in nessuna traccia c'è il tempo necessario per creare un'atmosfera. Ed è un peccato. Come quando nel brano di chiusura, Armistice, irrompe per 10 secondi un estasiante clavicembalo. Ma dico, 10 secondi?

Per i più gossipari posso aggiungere che Thomas Mars, leader di questa band originaria di Versailles (sarà un caso?) è il compagno di Sofia Coppola, nonché padre delle sue due figlie. Con la sua band è comparso fugacemente ed imparruccato in Marie Antoinette.  Praticamente ha recitato dietro a casa sua. Nascere nei dintorni di Versailles.
A qualcuno gli tocca. Cosa sarebbe capitato a me se vi fossi nato? Probabilmente nelle giornate di sole sarei andato a studiare al parco e con parco avrei inteso quello di Versailles. Nel tempo libero sarei andato a correre o ad abbronzarmi al parco e con parco avrei sempre inteso il medesimo posto. É tutta questione di dove nasciamo. Sofia è nata con un padre che si chiama Francis Ford Coppola e oltre alla ricchezza ha avuto anche il culo di aver uno sfacciato talento. Con il fratello e il padre alla produzione e il marito alle musiche, si può dire che i suoi film siano quasi fatti in famiglia. Una famiglia molto agiata che ha condizionato profondamente i suoi personaggi : cinque ragazzine depresse perché rinchiuse nella loro prigione dorata in un quartiere bene del Michigan, una giovanissima sposa triste perché il marito fotografo l'ha lasciata sola in un hotel a 5 stelle, un'adolescente viziosa e capricciosa costretta a fare la regina e a vivere a Versailles. Un divo insofferente al fatto che tutte le donne lo vogliano, la figlia lo adori, il pubblico lo acclami in ogni parte del mondo. Già, l'infelicità si nasconde anche dove meno te lo aspetti. E nonostante in molti dicano che Sofia Coppola sia troppo snob perché parla di realtà elitarie penso che sia invece assolutamente democratica perché vuole comunicare che il mal di vivere non conosce confini economici, sociali o geografici, ma è qualcosa di universale.
In effetti riguardando questi film mi sono ricordato pure di Kirsten Dunst: che fine ha fatto? Praticamente dopo Marie-Antoinette il nulla. Bambina prodigio del cinema, ha smesso di recitare a 25 anni.
Sicuramente non avrà avuto un'adolescenza molto diversa da quelle descritte dalla Coppola.
 
Kirsten Dunst aspirante vergine suicida e annoiata Marie-Antoinette

lunedì 9 agosto 2010

Due dischi da non perdere

Ultimi consigli per gli acquisti musicali di quest’estate prima di partire per le vacanze.
Mentre ovunque impazzano le stesse canzonette da ballare, io sono dell’idea che d’estate, accanto ai tormentoni da discoteca esistano canzoni di tutt’altro genere da ascoltare durante il giorno, magari in spiaggia.
C’è forse qualcosa di più piacevole che ascoltare a volume non troppo alto (in caso di spiaggia tranquilla) o alto (in caso di affollamento) un bel pezzo cullante come il movimento e il suono delle onde?
A questo scopo il 12 luglio sono usciti due bellissimi album.

Butterfly House è il quinto album della band inglese The Coral. Il loro genere potrebbe descriversi come un mix di neo-psychedelia e neo-folk, tra rassicuranti atmosfere anni ’60. Fedeli al loro spirito indipendente, hanno creato un notevole disco di 18 tracce, tra le quali meritano una menzione speciale Walking in the winter, il pezzo omonimo e i pezzi dai testi più azzeccati per il periodo: la magnifica Into the sun e Dream in August..

La canzone scelta come singolo è 1000 years, di cui è stato girato anche un simpatico video che si può vedere qui.
The Place we ran from è invece un’opera prima di musicisti noti: il progetto si chiama Tired Pony e nasce dal desiderio di Gary Lightbody, cantante e leader degli Snow Patrol, di fare un album country.
Per realizzare il suo desiderio ha riunito Richard Colburn dei Belle & Sebastian, Peter Buck degli REM, Iain Archer con la moglie Miriam Kaufmann e Jacknife Lee.
Per l’occasione sono stati chiamati pure due ospiti d’eccezione: il cantante degli The Editors Tom Smith nella splendida the Good Book e Zooey Deschanel, l’attrice di 500 days of Summer, nella delicatissima Get on the road.

Un album davvero apprezzabile, in cui il leader degli Snow Patrol, crea un sound diverso da quello a cui è abituato con la sua band, pur rimanendo in balia di atmosfere lente e melanconiche.
Il video del primo singolo estratto è visibile qui.

sabato 7 agosto 2010

Quando la cover è meglio dell'originale

In questi giorni impazza nelle radio italiane una trascinante cover di Hot'n'cold di Katy Perry in versione rock'n'roll anni '50. Si tratta di una rilettura dei The Baseballs, trio tedesco che con look e voce alla Elvis si diverte a rileggere in chiave 50's le hit americane più recenti, con qualche eccezione: Angels di Robbie Williams, The look dei Roxette e I feel like dancing dei Scissor Sisters.
Il loro album Strike! è uscito l'anno scorso ed è arrivato in testa alle classifiche dell'Europa del Nord, trainato dalle cover di Umbrella e da un video in perfetto stile '50s.
Più la canzone di partenza è banale, più la cover è interessante: è il caso sorprendente di Don't cha, ma in generale tutte le canzoni risultano nobilitate nel passaggio da pop a rock'n'roll.
Formidabili anche Crazy in love di Beyoncé e This Love dei Maroon 5. Ovviamente in un loro concerto non si sono fatti perdere l'occasione di riprendere una canzone di Lady Gaga.
Un disco divertente e sorprendente: ci vuole del coraggio per cantare seriamente una canzone delle Pussycat Dolls che dice "Don't you wish your girlfriend was hot like me".. Per di più se a cantarla sono dei ragazzi.

mercoledì 14 luglio 2010

Pessimo ritorno per i Maroon 5

.
Nuovo video, singolo e album pure per i Maroon 5,

di Adam Levine.
Che dire di questo video? Beh se non altro spiritoso e  politicamente scorretto, ma è meglio tendere un velo pietoso sulla canzone…

Spero che l’album contenga qualcosa di diverso..

martedì 13 luglio 2010

Pessima mossa per Mika

Ora spendo qualche parolina sulla nuova creatura di Mika. Nuova perlomeno qui in Italia, visto che in Uk è uscito a marzo questo video.

Si tratta di Kick-Ass, di Mika vs Red One ed è il brano portante dell’omonimo comic movie diretto da Matthew Vaughn e coprodotto da Brad Pitt rivelatosi un fiasco in tutto il mondo e che forse per questo non è stato ancora distribuito in Italia.
Il video dunque riprende alcuni concept del film e così Mika interpreta lo sfigatello occhialuto vittima di bulli che poi prende la sua rivincita…ballando su un grattacielo..
Detta così sembra un po’ stupido …e in effetti lo è davvero. Per non parlare delle mossette di Mika, oramai fastidiose e riciclatissime.
Ma vogliamo parlare della canzone? È a dir poco imbarazzante, seccante e noiosa. Dove sono tutta la vita e i colori di Grace Kelly o We are Golden?

Pare così archiviato il flop (immeritato) dell’album We are golden (gli ultimi due singoli, Rain e Blame it on a girl sono stati dei successi da noi ma si sono fermati alla posizione 72 in UK!) e questo nuovo pezzo dovrebbe forse far presagire una svolta musicale?

Speriamo proprio di no, perché anche Mika venduto alla dance non lo voglio immaginare!

venerdì 2 luglio 2010

Welcome back, Jack!

Anche Jack Johnson è tornato e con lui un altro esempio di perfetto americano tutto casa chiesa e lavoro. Classe ’75, sposato con la sua fidanzatina del college, 3 figli, 5 album.

Sinceramente l’avevo perso un po’ vista (anzi d’ascolto) negli ultimi anni, perché dopo aver adorato il suo album In Between Dreams del 2005, ho appurato che tutti i suoi dischi sono uguali. Quello nuovo non fa eccezione. Uscito da poche settimane, To the Sea negli USA e in Australia ha già venduto un botto. In Italia comincia a sentirsi ora il singolo di lancio, YOU AND YOUR HEART accompagnato da questo video super estivo in cui Jack finalmente sfoggia un look nuovo all hairy: cappellone e barbone. Canzone deliziosa che ricorda I Just can’t get enought dei Depeche Mode. L’album? Come tutti i precedenti! Canzoni gradevolissime, estive, rilassanti, tutte uguali e troppo corte. Comunque una piacevole colonna sonora per l'estate al mare.

lunedì 5 aprile 2010

é proprio il caso di congratularsi

CONGRATULATIONS!

Ma quanto mi piacciono ‘sti due? Esattamente due anni fa non facevo altro che ascoltarmi il loro folgorante album di debutto ed ora mi ritrovo nell’Ipod quest’altro bellissimo nuovo disco. Qual è il più bello? Difficile dirlo. Difficile dire lo stesso per la maggior parte degli artisti che dopo un esordio interessante si perdono perstrada dimostrando di aver avuto solo un colpo di fortuna. Non è il caso di questi due ragazzi dai nomi impronunciabili: Ben Goldwasser (nato nel 1982) e Andrew VanWyngarden (nato nel 1983), voce dei MGMT ( Management). 

Oracular Spectacular aveva sonorità anni ’70-’80 tra psichedelica e ammiccamenti dance, questo Congratulations invece dagli anni ’80 prende solo qualche atmosfera degli Smiths, mentre per il resto va a scavare nei decenni precedenti del miglior rock-pop. Ecco così una deliziosa miscela di Smiths, Simon & Garfunkel, Beatles e Pink Floyd. Nulla di nuovo e originale, è vero e senz’altro meno colorato e orecchiabile del precedente, ma un disco che fin dal primo ascolto ha il sapore di un classico.

Memorabile Siberian Breaks, 12 minuti di musica con la M maiuscola. Bellissima, ma troppo breve, Someone’s Missing. Sublime la title track. C’è perfino un ipnotico e lugubre pezzo strumentale assai pinkfloydiano intitolato Lady Dada’s night mare.

Nove tracce bellissime, tra cui non riesco a decidere la mia preferita. Ho già scelto però quella che mi piace meno, almeno per ora: Flash Delirium, inspiegabilmente scelta come singolo di lancio e accompagnato da un video schifoso. Shifoso non nel senso di brutto, ma perché fa proprio impressione: ad un certo punto dal collo parlante di Ben esce una biscia orribile. Per il resto l’ambientazione da interno di famiglia aristocratica è molto ‘70s, molto British e ricercato. Peccato per la biscia. Preferivo il Kitsch-underground di Time to pretend. Ecco perché qua non metto il video, ma delle foto dell’eccentrico duo.
Purtroppo il video di Flash Delirium sarà l’ultimo dall’album perché gli MGMT hanno annunciato che non vogliono realizzare dei singoli, siccome l’album è un unicum indivisibile .

L’album Congratulations uscirà tra una settimana, il 12 aprile. Imperdibile.

domenica 31 gennaio 2010

Charlotte Gainsbourg in musica

Quella di oggi è invece abbastanza una novità. E' uscito da poco in effetti IRM, terzo album di Charlott Gainsbourgh, scritto e prodotto da Beck. Ad influenzarla in questo lavoro è stata la lavorazione di Antichrist, l'ultimo discusso film di Lars Von Trier che le ha fatto vincere a Cannes il premio come migliore attrice protagonista. Eppure questo primo singolo non sembra affatto cupo.

Che era una brava attrice lo sapevamo (Jane Eyre, Nuovomondo, I'm not there) ma che fosse una brava cantante non lo sapevo.

L'album è davvero delizioso.

Successo in Francia, snobbato nel resto del mondo.

Questo è il video del duetto con Beck, Heaven can wait.

venerdì 29 gennaio 2010

Yacht: psychic city

è da un po' che volevo scrivere di questi due. Ma in realtà non c'è molto da scrivere. L'importante è guardare e ascoltare il video, che catturò la mia attenzione una mattina in cui facevo colazione nel lontano novembre 2009. Era AllMusic, eppure il video era assai stranato per esser trasmesso su quel canale. Mi resi conto che quella canzoncina bizzarra e a tratti fastidiosa mi si era sfacciatamente inserita in testa.
Lui è Jona Bechtolt, lei Claire L.Evans, sua compagna anche nella vita reale e insieme si chiamano YACHT. Titolo del pezzo è Psychic city...



ecco il video:


mercoledì 27 gennaio 2010

Visto che quasi nessuno ha cagato il mio post precedente, mi è balenata l'idea di chiudere qui l'avventura, ma in fondo questo blog è per me, quindi chissenefrega.

Questo blog continuerà a parlare di musica, ogni tanto, cioè quando c'è qualcosa che suscita il mio interesse. Era da un sacco di tempo che volevo parlare della carriera musicale di una delle mie attrici giovani preferiti, Scarlett Johansson. Che la giovane attrice feticcio di Allen sia una tipa decisamente diversa lo abbiamo capito con le sue scelte professionali, all'inizio sempre interessanti e imprevedibili. Poi la sua carriera ha subìto una svolta poco felice (Diario di una tata, Spirit, L'altra donna del re , La verità è che non gli piaci abbastanza ed ora sarà nel nuovo blockbuster Iron men 2).
Ma questo è un altro discorso. Scarlett ha voluto fare anche la cantante e pure qui il suo percorso è stato tutt'altro che banale. Le attrici che hanno fatto dischi sono tante (da Lindsay Lohan a Jennifer Lopez), ma spesso si sono gettati in progetti commerciali e banali.
La Scarlett Diva invece ha iniziato con un album di cover di Tom Waits, al quale ha voluto collaborare nientemeno che David Bowie. Insomma doveva uscirne qualcosa di pazzesco ma il disco è stato massacrato dalla critica e ignorato dai fan.
Ma la giovane non demorde e pubblica un secondo album. Si tratta di Break up, disco di duetti, inediti, composti da Pete Yorn e registrati tra il 2005 e il 2007, ma pubblicati solo nel settembre del 2009.
Anche questo disco è stato un fiasco clamoroso, ma qualitativamente migliore del precedente: uno spensierato mix di rock leggero e folkloristico, in cui l'attrice si limita per lo più ad accompagnare la voce e la chitarra del bravo cantautore americano.
In Francia qualcuno l'ha notato e durante un mio breve soggiorno transalpino di diversi mesi fa, ho scoperto che il video e il brano Relator godevano di un certo successo nelle emittenti radio e tv. Qui non si è mai visto nè sentito e non se ne è nemmeno parlato un granché. Ma è da riscoprire, con la speranza che anche al cinema Scarlett torni con qualcosa che le faccia onore e non ci faccia rimpiagere i suoi folgoranti inizi.
Qui sotto ci sono le cover dell'album e del singolo e più in basso ancora il video: semplice e grazioso, come la canzone.




sabato 9 gennaio 2010

Altre classifiche di fine decennio dal Rolling Stone, sicuramente la rivista più decente in circolazione (anche nella sua versione italiana)



L'album migliore del 2009 ? No line on the horizon degli U2. Concordo pienamente! Lo adoro!


L'album più sottovalutato del decennio?

Sam's Town dei The Killers. Beh è uno dei miei album preferiti in assoluto, quindi sono contento di questo titolo. I Killers sono anche alla posizione 6 della stessa classifica, con Day and age,che in effetti ha sdoganato solo Human, pezzo più deboluccio dell'intero bellissimo disco.



Della classifica dei migliori brani del decennio, pubblico solo la Top10, comunque orripilante:



1 Gnarls Barkley — "Crazy"
2 Jay-Z — "99 Problems"

3 Beyoncé — "Crazy in Love"
4 Outkast — "Hey Ya!"
5 M.I.A. — "Paper Planes"
6 The White Stripes — "Seven Nation Army"
7 Yeah Yeah Yeahs — "Maps"
8 Amy Winehouse — "Rehab"
9 U2 — "Beautiful Day"
10 Eminem — "Stan"



Credo che questa sia otteuta dai lettori, non credo che i critici possano esprimersi in tal modo!Si tratta solo di tormentoni radiofonici...



Per quanto riguarda i 10 miglior film del decennio, la rivista ha preso una decisione discutibilissima affidando ad un solo critico, Pete Travers, la voce dell'intero staff. Ma siccome la
si tratta di un'opinione personale, non mi sembra avere alcun valore. Del resto, riassumere 10 anni in 10 film mi pare impossibile, quindi non mi esprimo nemmeno...

10. Trilogia Signore degli anelli

9. Mystic river

8. The departed

7.Brokeback mountains

6.Gli incredibili

5.Non è un paese per vecchi

4.A history of violene

3.Mullholland drive

2.Children of men

1.Il Petroliere


Ma lo stesso presuntuoso critico va ben oltre, esprimendo il giudizio su quelli che sono per lui i peggiori film e interpreti del decennio. Nessuna novità, vince il pregiudizio più assodato.

Peggiori film:


Gigli

Battaglia per la terra

Il codice da Vinci

Snakes on a plane

i due Transformers, peggiori in assoluto.

Peggior attore : Eddie Murphy e Mike Myers Peggior Attrice

Peggior attrice: Madonna- perchè continua, perchè non capisce che non è capace? si chiede il critico

e Mariah Carey.

La sua rubrica finisce con l'augurio di un pessimo anno a questi personaggi.

Io dico che Mike Myers ha recitato pure in Inglorious Basterds, Eddie Murphy era bravissimo in Dreamgirls e delle due povere cantanti...beh ci sarebbe troppo da dire..

La Mariah ha fatto solo un paio di film, senza molto rumore, quindi questo titolo mi sembra eccessivo.

Madonna ha smesso di recitare nove anni fa, ma evidentemente non se n'è accorto. Dopo averci dato valide performance in Dick Tracy, Dangerous Game ed Evita ed in seguito all'accoglienza di Swept Away ha detto che non ha senso continuare a recitare dato che qualsiasi cosa faccia venga schernita e offesa gratuitamente.