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giovedì 15 luglio 2010

Uno di quei film da non dimenticare

UNA GIORNATA PARTICOLARE 
di Ettore Scola, 1977


Siamo in una giornata molto particolare del maggio 1938: è quella in cui Hitler è ospite del suo amico Mussolini a Roma.
Tutta la famiglia della casalinga quarantenne Antonietta (marito e sei figli) va così ad ascoltare il Führer.
Il pappagallino di Antonietta vola via dalla finestra e finisce sul davanzale di un dirimpettaio. La donna si reca così dal vicino, che si rivela essere un uomo affascinante, ma dai modi bizzarri e sfrontati.
Sarà per entrambi una giornata indimenticabile.
La donna infatti, abituata ad un marito padrone, burbero e meschino, rimarrà affascinata dai modi di Gabriele. Una vicina baffuta (foto) la metterà però in guardia: è un antifascista.


La povera Antonietta stenta a crederci: sembra una persona così perbene, com’è possibile?
Scoprirà quindi che l’uomo è antifascista e omosessuale e per questo condannato al confino.
Faranno l’amore, o meglio, lei lo obbliga. Lui, passivo e immobile, la lascia fare e poi pronuncerà questo monologo:

Con una mi sono anche fidanzato. Mi fingevo pazzo di lei, ma forse recitavo male la mia parte. Mi hanno chiamato in redazione e mi hanno detto che non facevo più parte della famiglia EIAR.
"Ti abbiamo ritirato la tessera del partito, perché quelli come te, non possono far parte del nostro partito, che è un partito di uomini."
Allora io tentai di barare esibendo un certificato medico che dichiarava che non ero omosessuale, sì che ero un individuo normale.
- Ci hanno creduto?
-Macché! Se uno non lo è, non va in giro con certificati! E questa è la cosa più grave: cercare di essere diverso da quello che sei. Ti obbligano a sembrare diverso, a nasconderti-

Antonietta capisce così che anche lei è vittima di quel sistema sessista e patriarcale che aveva finora venerato:

-Anche io mi sento umiliata, considerata meno di zero. Mio marito non parla, ma ordina. Lui vive fuori, con le altre.

-Non è fedele?-

-Alla patria. Sai quei posti in cui gli uomini vanno a pagamento?Lui è conosciuto più lì che nel suo ufficio.

E ancora:

Con un ignorante puoi fare qualunque cosa perché non c’è rispetto.


Superbe le scene finali in cui a cena la famiglia entusiasta descrive la giornata appena trascorsa.-Quanti articoli da ritagliare avrai domani nel giornale!- le dice uno dei figli.
Ma il volto di Antonietta è fisso, impassibile, non le importa più nulla del suo album pieno di articoli e foto sul Duce.
Quando tutti vanno a letto, Antonietta fugge alle avances del marito e preferisce sedersi accanto alla finestra e cominciare a leggere il libro che Gabriele le ha dato: I tre moschettieri. Assiste quindi all’arresto del suo vicino.

COMMENTO
Scola costruisce attraverso il rispetto delle unità di tempo, d’azione e di luogo un doloroso e poetico j’accuse al fascismo e a ogni dittatura.
Per questo Una giorna particolare andrebbe mostrato in tutte le scuole. A me è successo. Era la quinta superiore, passati i primi minuti di noia fui poi coinvolto dal film. Alla seconda visione si è rivelato ancora più bello.

Il messaggio centrale del film è che senza istruzione, senza cultura, si sarà sempre schiavi di qualcuno. Che sia un marito, un padrone o un dittatore.

Ma Una giornata particolare è anche uno dei più bei film sul fascismo mai girati in Italia e molto probabilmente il migliore film italiano a tematica omosessuale, con una sensibilità ed onestà paradossalmente lontanissima dai recenti Ozpetek o qualsiasi altro film su questo tema.

CURIOSITA’
Il film vinse il César e Golden Globe come milior film straniero e fece vincere un meritatissimo David di Donatello a Sophia Loren. Una grande successo dunque. Oggi questo successo però è un po' sbiadito, il tempo non è stato benigno a mio avviso. Andrebbe ripescato e collocato nella categoria dei classici del cinema italiano.

Anche un film così nobile può portare ad approfondimenti assai trash.

La bellissima sceneggiatura fu scritta, infatti, oltre che dallo stesso Scola e il fido Ruggero Maccari, pure da .. udite, udite: Maurizio Costanzo.
Altra curiosità: questa quattordicenne è Alessandra Mussolini, nipote della Loren, ovvero figlia di sua sorella e del quarto figlio di Benito.



E così, per una strana ironia della sorte, colei che sarebbe diventata poi tristemente nota per la frase “Meglio fascisti che froci”, compare nel più bel film italiano sull’antifascismo e sulla condizione omosessuale.
Probabilmente era troppo piccola per rendersi conto..
Non tutti sanno però che la vocazione politica alla Mussolini venne assai tardi: prima apparve in altri due film accanto alla zia e in una decina di altri titoli, posò nuda per Playboy, condusse Domenica In, studiò medicina senza laurearsi. Una carriera particolare...

1 commento:

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