Tutti gli emigrati sperano di trovare fortuna nel nuovo Paese, che per molti appare come un paradiso. Elias è un giovane clandestino che si ritrova in un villaggio turistico greco. Il suo aspetto gradevole si rivelerà molto utile per campare. Ne vivrà di cotte e di crude e passerà l’intera Europa, venendo a contatto con diverse culture e diverse reazioni. Talvolta le sue peripezie sono perfino divertenti e si rivelano spesso un espediente per tracciare un ritratto dell’umanità che popola l’Europa e la felice idea di mantenere le lingue originali senza sottotitoli si rivela permette di condividere lo stato di alienazione del protagonista. Il regista riesce a creare un viaggio della speranza con toni da favola, grazie anche ad un racconto veloce che procede senza cadute di ritmo. Insomma non è il drammone epico che si potrebbe aspettare. Il film ha sicuramenti dei limiti: non mancano stereotipi culturali, ci sono siparietti il cui unico scopo è far sorridere lo spettatore e appare decisamente eccessivo che quasi qualunque uomo o donna voglia portarsi a letto questo clandestino..
Ciononostante non si può dire che il tema non sia affrontato seriamente e che il pubblico non sia coinvolto. E quindi ancora una volta Costa-Gavras riesce a sollevare il dibattito con una storia amara, ma dal ritmo sereno e il finale ottimista nonostante la drammaticità dei fatti. E questo Elias ingenuo ma anche capace, ricorda la Cabiria felliniana che non perde mai la speranza.
DA RECUPERARE PERCHE’ è una seria riflessione sul fenomeno della migrazione, nonché un film coinvolgente per lo spettatore, sempre invitato a confrontarsi con i personaggi che il protagonista incontra nel film: come ci comporteremmo noi, con un clandestino bisognoso d’aiuto?
Questo è quanto ci chiediamo per la maggior parte del film. E il fatto che in film oltre a lasciarsi guardare, sia anche incentivo a interrogarsi e scavarsi dentro è qualcosa di prezioso nel cinema di oggi. Ma è anche un modo per osservare e la crescita di Scamarcio: se da una parte i detrattori potranno dire che in questo film è decente solo perché non parla, dall’altra bisogna comunque ammettere che il ragazzo si è tolto l’etichetta di idolo di teenager e quest’anno si è confrontato con tantissimi personaggi diversi (in ben cinque film) e in questo caso perfino diretto da un autore straniero.
VOTO: 6/7

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