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venerdì 13 dicembre 2013

Attori del 2013, n.8

ATTORI DEL 2013
N.8
LOGAN LERMAN

Anno di nascita: 1992 
Provenienza: California
Ruolo dell'anno: Noi siamo infinito
È in classifica perché: non è solo Percy Jackson
Progetti futuri: il nuovo di Aronofsky
La sorpresa dell'anno: il giovanissimo Logan, diventato famoso grazie al ruolo di Percy Jackson nell'omonima saga cinematografica, ha mostrato insospettabili doti drammatiche in quel gioiellino di Noi siamo infinito, in cui si rivela un interprete sensibile e misurato, assolutamente perfetto e insostituibile per il ruolo. E il giovane attore sembra intenzionato a continuare a stupirci visto che ha in serbo un ruolo nell'imminente, attesissimo nuovo film di Darren Aronofsky.

giovedì 12 dicembre 2013

What a blue, blue Jasmine

BLUE JASMINE
di Woody Allen,
USA, 2013
con Cate Blanchett, Sally Hawkins, Alec Baldwin, Bob Cannavale, Peter Sarsgaard, Aden Ehrenreich
Genere: Dramma
Se ti piace guarda anche: Hannah e le sue sorelle 
TRAMA
Jasmine è un'ex ricchissima signora che ha perso tutto: soldi, famiglia, e persino la ragione.
Non le resta che la sorellastra Ginger, da lei sempre disprezzata per i modi umili e volgari. Nonostante tutto ciò che la ricca Jasmine le ha procurato, Ginger l'accoglie in casa sua a San Francisco. 
RECENSIONE
Dopo una serie di commedie Woody Allen torna al dramma confrontandosi con un personaggio complesso, ambiguo, perfino negativo che l'autore non vuole e non tenta di assolvere completamente.
I toni non sono quelli tragici dei due ottimi Match Point o Crimini e misfatti: qui è assente ogni tensione, vi è il posto invece per qualche momento agrodolce e l'immagine è sempre accarezzata da una fotografia calda e solare. La protagonista viene presentata poco a poco alternando la sua disastrosa situazione attuale a scene tratte dal suo brillante passato, procedendo per accostamenti logici, come parole o fatti che rimandano ad altri della storia personale di questa Jasmine blu, ovvero triste e depressa.
Ma Jasmine è soprattutto disperata, malata di nervi e sola al mondo e disperato è il modo in cui cerca di ricominciare a vivere. I suoi tentativi sono però accompagnati da menzogne dettate dall'incapacità di ammettere la propria umiliante situazione e le proprie colpe.
Woody Allen caratterizza un personaggio interessante e attualissimo col quale manda una severa frecciata all'ipocrita upper class newyorchese nonché al mondo della finanza, ma il suo talento maggiore questa volta è stata la scelta della protagonista: una Cate Blanchett indimenticabile, gigantesca, finalmente tornata a brillare sullo schermo con tutta la forza dirompente del suo talento.
Poco da dire sul resto: gli altri attori sono bravi o bravissimi (come Sally Hawkins), ma i personaggi, benché veri e sinceri, non lasciano il segno. E ciò che più che preoccupa è che siamo di fronte a un film di Woody Allen di cui non si può citare nessuna battuta. 
In ogni caso è un formidabile ritratto di un personaggio pateticamente tragico di cui l'autore è perfettamente in grado di tratteggiare vizi, (poche) virtù e background.
Blue Jasmine piacerà al grande pubblico ma soprattutto ai fan del vecchio e grande autore newyorchese che grazie al cielo compie numerosi salti in avanti rispetto al suo ultimo indecente film infaustamente girato e ispirato a Roma, ma non siamo purtroppo di fronte a uno dei suoi film migliori, come invece è stato dichiarato da una grande fetta di critici.
VOTO: 7,5

mercoledì 11 dicembre 2013

Attrici del 2013. Posizione n.9

ATTRICI DEL 2013
N.9
AMY ADAMS

Anno di nascita: 1974
Provenienza: Vicenza
Ruolo dell'anno: The Master
Progetti futuri: Her, American Hustle, Big Eyes (ovvero i nuovi di David O. Russel, Spike Jonze e Tim Burton)
È in classifica perché: è sul punto di esplodere

Nata a Vicenza da genitori americani, Amy Adams da quando si è fatta notare al grande pubblico col disneyano Come d'incanto, e al pubblico d'essai con Junebug, la sua carriera non ha più conosciuto arresti, collezionando splendidi ruoli in film importanti come Il Dubbio, The Fighter e per ultimo The Master . Ma il 2013 è stato anche l'anno del grandissimo successo di L'uomo d'acciaio in cui Amy veste i panni di Lois Lane, ruolo che riprenderà anche nel sequel che vede Superman contro Batman. 
Il 2014 inoltre ha in serbo per la Adams un trio di ruoli sulla carta eccezionali e i trailer di Her e American Hustle ci suggeriscono già che è in arrivo la quinta nomination all'Oscar come miglior attrice non protagonista e questa volta potrebbe essere davvero l'occasione giusta per vincerla. Ma non solo: oltre agli attesissimi nuovi lavori  di  David O. Russel e Spike Jonze, Amy rivestirà anche finalmente un ruolo da protagonista e in nientemeno che un film di Tim Burton. 
Insomma il 2014 sarà suo, chapeau.

martedì 10 dicembre 2013

MIGLIORI ATTORI DEL 2013, POSIZIONE N.9

ATTORI DEL 2013
N.9
JOSEPH GORDON LEVITT

Anno di nascita: 1981 
Provenienza: California
Ruolo dell'anno: Don Jon
È in classifica perché: è anche un bravo regista e sceneggiatore
Progetti futuri: Sin city 2

Che Joseph Gordon Levitt fosse un bravo attore lo si sapeva fin dai tempi di Mysterious Skin (2004), ma ci è voluto Christopher Nolan (Il cavaliere oscuro-il ritorno e Inception) per ricordarcelo. Quest'anno Joseph l'abbiamo visto in due ruoli agli antipodi: il figlio di Lincoln nell'omonimo, imbalsamato, osannato film di Steven Spielberg e in quello del porno-dipendente narcisista di Don Jon, da lui anche diretto e scritto con grande disinvoltura. Che dopoo Ben Affleck a Hollywood ci sia un altro attore pronto ad affermarsi e superarsi come regista?

domenica 8 dicembre 2013

ATTRICI DEL 2013: N.10

ATTRICI DEL 2013
N.10
MICHELLE WILLIAMS

Anno di nascita: 1980 
Provenienza: USA
Ruolo dell'anno: Il grande e potente Oz 
Progetti futuri: Suite française
Classifica del 2012: n.3
È in classifica perché: è la principessa più bella di Hollywood

Finalmente anche per Michelle (leggere qui per la biografia dedicatale) è arrivato il colpaccio che attendevo da 15 anni ormai, quando il mondo dei teenager era diviso tra i sostenitori di Joey-Katie Holmes e Jen-Michelle Williams.
Il tempo mi ha dato ragione: Katie ha sposato Tom Cruise ma la sua carriera è finita e sepolta da anni, mentre Michelle, l’antidiva per eccellenza che si è imbruttita in ogni modo possibile in film ad alto tasso di impegno (da Me & Lucy a I segreti di Brokeback Mountains) finalmente è universalmente nota per quello che è davvero: la principessa più bella del mondo.

A nulla le sono servite le tre nomination all'Oscar, l’ottimo ruolo che le ha affidato Scorsese e neppure Marilyn: ci voleva il grande e potente Oz per attribuirle lo scettro che si meritava. Perde dunque 7 posizioni rispetto all'anno scorso, ma rimane nella mia top10 personale dell'anno.

venerdì 6 dicembre 2013

ATTORI DEL 2013, N.10

ATTORI DEL 2013
N.10
CHRIS HEMSWORTH
Anno di nascita: 1983
Provenienza: Australia
Ruolo dell'anno: Rush
È in classifica perché: non è solo un sex symbol

Progetti futuri: Cybor 

Il 2013 è stato l'anno in cui l'attore ha dimostrato di essere non solo un belloccio palestrato da blockbuster: grazie a Rush di Ron Howard il divo di Thor ha svelato infatti insospettabili doti drammatiche che a quanto pare hanno convinto anche Michael Mann a scritturarlo per il suo prossimo film Cybor.

mercoledì 4 dicembre 2013

Hunger Games: un altro spettacolo mozzafiato

HUNGER GAMES: LA RAGAZZA DI FUOCO 
(HUNGER GAMES: CATCHING FIRE)
USA, 2013
di Francis Lawrence
con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Donald Sutherland, Sam Claflin, Lenny Kravitz, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Jena Malone, Stanley Tucci,  Philip Seymour Hoffman
Se ti piace guarda anche: Hunger games, Matrix, Harry Potter, V per vendetta, Hanna
TRAMA
Katniss e Peeta, vincitori dell'ultima edizione degli Hunger Games, devono intraprendere un tour "promozionale" di grande valenza politica: la loro vittoria, simbolo dell'amore che vince sul male, ha infatti instillato voglia di ribellione e giustizia nelle popolazioni sottomesse dei distretti. Di fronte ai disordini che suscitano le loro apparizioni il perfido presidente di Capitol City decide di richiamarli, contro ogni aspettativa, ai nuovi Hunger Games, in modo di liberarsi definitivamente di loro.

RECENSIONE
Francis Lawrence nel proprio curriculum ha film non proprio esaltanti (Come l'acqua per gli elefanti, Constantine..) e video molto commerciali (Britney Spears, Beyonce, Backstreet Boys, Pink, Black Eyed Peas e molti altri) eppure la rischiosa scelta di affidargli la regia di un film tanto atteso si è rivelata vincente grazie a una regia e un montaggio più classici.
Inalterata la dose di adrenalina del primo episodio, obbligatoriamente da vedere prima di affrontare questo secondo capitolo tratto dalla trilogia letteraria di Suzanne Collins, in quanto  parte dove il precedente finiva, senza nemmeno titoli di testa e un finale.
Le circostanze perciò devono già essere note allo spettatore, che qui è messo di fronte ai turbamenti dei due protagonisti. Da un lato la combattiva Katniss, che impariamo a conoscere e apprezzare sempre meglio, grazie anche all'interpretazione sempre sorprendente di una mervagliosa Jennifer Lawrence e dall'altro il buon Peeta, che invece diventa più monodimensionale e meno interessante rispetto al primo episodio, eppure anche il personaggio di Josh Hutcherson risulta convincente nella sua incarnazione di cavaliere integerrimo e romantico. Al loro fianco di nuovo Liam Hemsworth, ancora una volta sacrificato, Lenny Kravitz, la variopinta e irresistibile Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Stanley Tucci, Donald Sutherland sempre più spietato e tre new entry: Sam Claflin, Jena Malone e il premio Oscar Philip Seymour Hoffman.
Trascorsa l'introduttiva parte introspettiva si arriva agli Hunger Games e l'adrenalina sale, toccando vette di tensione perfino superiori al primo episodio.
E il film scorre via veloce lasciando più volte senza fiato, per concludersi poi senza un finale e obbligando lo spettatore a rimanere in attesa del terzo episodio o procurarsi il romanzo..
VOTO: 8

mercoledì 27 novembre 2013

Dietro i candelabri segna il ritorno di un ottimo Soderbergh e di uno straordinario Michael Douglas

DIETRO I CANDELABRI
(Behind the candelabra)
di Steven Soderbergh,
USA, 2013
con Matt Damon, Michael Douglas, Dan Aykord, Debbie Reynolds, Rob Lowe, Scott Bakula
DATA DI USCITA ITALIANA: 5 DICEMBRE
Se ti piace guarda anche: Larry Flint-Oltre lo scandalo, I segreti di Brokeback Mountain, I ragazzi stanno bene, Marie-Antoinette, J. Edgar, 
TRAMA
America, anni '70. Scott è un giovanissimo ragazzo che conosce per caso il celeberrimo pianista Liberace, adorato dal pubblico femminile e quindi costretto a ribadire continuamente la propria eterosessualità benché palesemente gay, che ne fa subito il proprio amante e lo installa in casa sua, riempendolo di attenzioni, regali e promesse.
Ma col passare del tempo il divo rivela i propri lati oscuri. 

RECENSIONE
Dopo il gelido e cerebrale Effetti collaterali Soderbergh cambia completamente materia e stile creando un film eccessivo, nel look e nel contenuto. Difficile fare altrimenti del resto se si vuole portare in scena la vita di Liberace, il più vistoso pianista di tutti i tempi, capace di rendere Kitsch ogni cosa che toccava: i propri spettacoli, le proprie ville e i propri amanti. E il film si concentra sui sei anni di relazione con Scott Thorson, quindi non si tratta di un biopic sul pianista, celebre in patria ma quasi sconosciuto da noi, bensì del racconto di una love story.
Per gli occhi è un tripudio di colori e soprattutto del color oro, il materiale e la sfumatura preferita del ricchissimo Liberace, ma sotto quel luccichio si nasconde una storia d'amore tormentata, impari, in cui solo uno dei due tiene le fila.
E questa volta, a differenza ad esempio di Magic Mike, il regista scava davvero nell'animo dei personaggi e rende tangibile il loro dolore grazie anche a due interpretazioni straordinarie: quelle di un ringiovanito, fragile Matt Damon e di un vizioso e disinibito Michael Douglas, che a quasi settanta anni offre probabilmente la migliore performance della sua fortunata carriera.
Da segnalare anche alcuni comprimari: il tiratissimo Rob Lowe nei panni di un medico chirurgo e l'indimenticata protagonista di Cantando sotto la pioggia Debbie Reynolds, nei panni della madre di Liberace. 
E così il film, nonostante un tema e un protagonista che potrebbero far storcere il naso a una fetta di pubblico, diventa un racconto universale emozionante che analizza in modo non banale una lunga serie di argomenti all'interno dei quali ognuno potrà trovarvi un motivo d'interesse. Si parla di ricchezza,  fama,  narcisismo, apparire, spettacolo, amore, vizio,  fede, fiducia e lo sguardo di Soderbergh è ludicissimo, privo di pregiudizi e di provocazioni. Dopo un decennio bulimico passato a dirigere tanti film di qualità altalenante, il cinquantenne regista sembrerebbe aver ritrovato il suo talento proprio nel momento di abbandonare le scene, o per lo meno questo è quanto ha annunciato.
VOTO: 8