Visualizzazioni totali
giovedì 7 gennaio 2016
Il meglio del 2015: la Top 10 dei film
Per non parlare degli
interpreti : mi è stato impossibile stilare delle top 10 per gli attori e
le attrici. Nei 4 migliori film dell’anno, infatti, non sono state le
interpretazioni i punti di forza.
Ma facciamo prima un
riepilogo dei film che occupavano la numero 1 negli anni precedenti (cliccando
sul titolo potrete rileggere l’intera Top10)
2014 : Lei (Her)
2013 : Il grandeGatsby
2011: Il cigno nero
10. Mustang
9. La famiglia Belier
8. La teoria del tutto
7. The imitation game
lunedì 4 gennaio 2016
Migliore attrice e miglior attore 2015
Riepilogo anni precedenti:
ATTRICI
ATTORI
Quest’anno, purtroppo, mi è stato
impossibile stilare delle top 10 per gli attori e le attrici. Dico purtroppo
perché mi divertiva assai compilarla e anche perché devo constatare che di
grandi interpretazioni ce ne sono state poche. Nei 4 migliori film dell’anno,
infatti, non sono state gli attori i punti di forza. E quelle che reputo le
interpretazioni migliori dell’anno non sono in uno dei migliori titoli
dell’anno. Parlando poi di interpreti, praticamente nessuno è riuscito ad
azzeccare più di un film buono quest’anno. Insomma un anno disastroso, sia per la qualità dei film
che per le carriere degli attori. Quindi addio classifica, e via coi premi.
MIGLIOR
ATTORE: Eddie Redmayne (La Teoria del tutto)
MIGLIOR
ATTRICE PROTAGONISTA: Felicty Jones (La toeria del tutto)
Sono i due magnifici protagonisti della Teoria del tutto, film imperfetto in cui loro fanno un figurone. Autentica rivelazione Felicity Jones, sconosciuta prima di questo titolo e consacrazione per Redmayne, vincitore dell'Oscar per questo ruolo.
Sono i due magnifici protagonisti della Teoria del tutto, film imperfetto in cui loro fanno un figurone. Autentica rivelazione Felicity Jones, sconosciuta prima di questo titolo e consacrazione per Redmayne, vincitore dell'Oscar per questo ruolo.

venerdì 1 gennaio 2016
Le maggiori delusioni del 2015
Cominciamo le classifiche di fine anno con una categoria nuova, creata ad hoc per un'annata particolarmente deludente: ecco a voi le delusioni più cocenti dall'anno.
10. Fury:
incuriosito dal cast e dal passaparola molto positivo, si è rivelato un
trionfo di retorica e già visto.
9. Suburra:
anche qui il passaparola è stato ingannevole. Una visione spiacevole.
8. Vizio
di forma: Caro Anderson, i tempi d’oro sono andati. Tanta noia
7. Il nome del figlio. Tanta curiosità per il remake italiano di uno dei film
francesi più divertenti degli ultimi anni (più perfino di Giù al nord,
diventato Benvenuti al Sud) Peccato che non faccia ridere, e sia proprio
poco riuscito. Eppure bastava poco…
6. Il racconto dei racconti: questa volta Garrone non convince proprio, una
grande delusione
5. Foxcatcher:
osannato dalla critica e ricoperto da nomination agli Oscar è una delle
visioni più noiose e vuote dell’anno. Mistero.
4. Turner:
Involontariamente comico, direi più dannoso che utile alla figura del
grande maestro.
3. Big
eyes: non è un brutto film, ma non vi è quasi nulla di Tim Burton: non è
questa una delusione abbastanza grande? E poi diciamocelo, la
sceneggiatura è debole.
2. Babadook:
acclamato come uno dei migliori horror del decennio è uno dei film più
brutti dell’anno: comico, noioso e alla fin fine, stupido. Deludente a dir poco.
1. Tutto può accadere a Broadway: uno dei film più attesi dell’anno per colpa di
una critica entusiasta che da un anno lo acclamava come una delle commedie
più brillanti e divertenti dell’anno. Anche qui, nulla di divertente e tanti dejà-vu. La più grande delusione dell'anno.
giovedì 31 dicembre 2015
Irrational Man
IRRATIONAL MAN
Di Woody Allen
Usa,2015
Con Emma Stone, Joaquin Phoenix, Jamie Blackley
Genere: Commedia
Se ti piace guarda anche: Scoop, Sogni e delitti, Match Point
TRAMA
Un professore depresso seduce una studentessa e una college,
ma la sua vita è grigia e senza senso finché un giorno trova uno scopo per cui
vivere.
Irrational Man non si allontana molto da Magic in themoonlight: entrambi sono graziosamente
eleganti e insipidi. Bella fotografia, attori carini, dialoghi curati ma
insapori. Nell’ultima mezz’ora si verifica un’impennata che solleva la qualità
della pellicola, ma non basta. Rimaniamo di fronte a una commedia che non fa
ridere, a un film che parla di filosofia senza farci davvero riflettere o
sedurci…Insomma Woody Allen non è più il regista intellettuale, cinico e
divertente d’un tempo, ma un patinato intrattenitore.
VOTO: 6,5
martedì 29 dicembre 2015
Dio esiste e vive a Bruxelles
Dio esiste e vive a Bruxelles
(Le Tout Nouveau Testament)
di Jaco Van Dormael,
Lussemburgo, Francia, Belgio 2015
con Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François
Damiens, Yolande Moreau
Genere: commedia, Drammatico, Grottesco
Se ti piace guarda anche: La via lattea, Simon del deserto
TRAMA
Dio vive a Bruxelles con moglie e figlia, alle quali impedisce di
uscire di casa. Indossa sempre ciabatte e pantaloni corti e passa le giornate
nel suo sgangherato ufficio dal quale decide le sorti dell’umanità e del
pianeta. Ma un giorno la figlia, di fronte all’ennesima violenza, decide di
scappare di casa e di imitare il fratello: ovvero trovare degli apostoli e
scrivere un nuovo Nuovo Testamento.
VOTO: 7-
mercoledì 2 dicembre 2015
Hunger Games: la saga più importante del decennio giunge al suo epilogo
(THE HUNGER GAME: MOCKINGJAY – PART 2)
Di Francis Lawrence,
USA 2015
Con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Sam Claflin, Donald Sutherland, , Natalie Dormer.
Genere: Drammatico, Avventura, Azione
Se ti piace guarda anche: Hunger Games, Hunger Games: la ragazza di fuoco, Hunger Games: il canto della rivolta parte II
Giungono alla fine le (dis)avventure di Katniss,
dilatate in quattro anni e altrettanti film adattati dai tre romanzi di Susan
Collins. Un titolo, quello di Hunger Games, che ha cambiato il cinema,
innescando la produzione di una serie di altre saghe distopiche con
protagonisti giovani eroi (Divergent, Maze Runner, The Giver - Il mondo di
Jonas, ecc). E possiamo dire che ha cambiato in meglio il cinema, portando
nelle sale milioni di ragazzi pronti a lasciarsi coinvolgere da film in grado d’intrattenere
ma anche di far riflettere sulla condizione umana. E il merito in questo,
bisogna dirlo, è del primo film, l’unico diretto da Gary Ross e non tanto al
testo narrativo di partenza: Hunger Games è un buon romanzo, ma spesso ciò non
basta per far un buon film. Di racconti disptopici apocalittici con adolescenti
protagonisti è piena la storia dell’alta e bassa narrativa, ma al cinema non
hanno mai avuto un grande impatto. Basti pensare a Il signore delle mosche (1954)
o allo stesso Il mondo di Jonas, che
è del 1995 ma è diventato film quasi vent’anni dopo solo grazie al successo del
film Hunger Games, che ha portato una generazione di ragazzi a leggere questo e
altri romanzi dello stesso genere.
Gary Ross ha fatto un film in grado di suscitare un
successo e un impatto mediatico incredibile e Francis Lawrence è riuscito a
portare questo successo al suo apice col secondo capitolo. Nei restanti due,
purtroppo, il regista, vittima di una produzione interessata a raddoppiare gli
intrioiti, ha dovuto dividere ciò che nel romanzo era in unico volume.
E se il terzo già dava segni di stanchezza, il
quarto si trasforma in una lenta agonia, non solo dei personaggi, ma anche
della qualità del film.
Troppo spazio a scene inutili, poco spazio a
momenti cruciali: l’ultimo capitolo manca completamente dell’equilibrio tra
azione, epica e dramma che aveva fatto il punto di fornza dei primi due film.
Insomma Hunger Games non si conclude in bellezza:
un po’ perché il romanzo lo impedisce, un po’ perché (anche) questa volta
Francis Lawrence non è stato capace di dare al film quella vitalità che si
nasconde nelle pagine del romanzo e nella mente di Katniss.
VOTO: 6
Etichette:
cinema 2015,
Jennifer Lawrence,
Julianne Moore
venerdì 13 novembre 2015
Tutto può accadere a Broadway
TUTTO
PUÒ ACCADERE A BROADWAY
(SHE’S
FUNNY THAT WAY)
Di Peter Bodganovich),
USA, 2014
Con
Imogen Poots, Owen Wilson, Kathryn Hahn, Jennifer Aniston, Rhys Ifans, Will
Frote, Debi Mazaar, Cybill Shepherd
Genere: Commedia
Se ti piace guarda anche: Midnight in Paris, Venerein pelliccia, Broadway Danny Rose, La dea dell'amore
Presentato con successo a Cannes nel 2014, arriva
da noi solo ora, anticipato da recensioni strepitose, come quella di un noto
critico che sentenzia: «Vi farà piangere dalle risate».
Ecco a dire il vero il film non suscita nemmeno una
risata, non l’ha suscitata né a me né a nessun altro in sala, il che rende la
recensione del suddetto critico del tutto fuorviante se non addirittura
mendace. Ma in realtà è più preoccupante il fatto che una commedia non faccia
ridere nemmeno un po’.
Eppure siamo di fronte a una commedia brillante che
vorrebbe richiamare alcuni classici della screwball comedy che hanno fatto la
fortuna di Hollywood decenni e decenni fa.
Bogdanovich ha cominciato a lavorare negli anni ’60
quando questo genere era ormai sul viale del tramonto. Suo il film Ma papà ti manda sola? Con Barbra
Streisand e Ryan O’Neal. Poi nei successivi decenni il regista ha diretto
sempre meno film, fino all’inaspettato ritorno dietro alla macchina da presa
con questa pellicola che ricorda tantissimo Woody Allen: non solo New York, la
psicanalisi, le citazioni cinefile, perfino la fotografia, i personaggi e le
musiche sembrano uscire direttamente da un film del regista di Midnight in Paris, del quale tra l’altro
condivide il protagonista.
A mancare sono però le battute che hanno fatto la
fortuna dei film di Woody Allen.
Tutto può accadere a Broadway resta una commedia
degli equivoci, molto hollywoodiana, perfino sofisticata, ben recitata, che
però non lascia nessuna traccia e nessun momento di autentico divertimento.
Peccato, perché a Hollywood manca da troppo tempo una buona commedia billante.
Bogdanovich, che riesce comunque a trasmettere il suo amore per il genere,
costella il film di citazioni e riferimenti, nonché di cameo gustosi, su tutti
quello di Quentin Tarantino.
VOTO: 6,5
lunedì 9 novembre 2015
Mustang
MUSTANG
di Deniz Gamze Ergüven
Francia/Turchia, 2015
con Güneş Şensoy, Doğa Doğuşlu, Elit İşcan, Tuğba Sunguroğlu, İlayda
Akdoğan
Genere: Commedia drammatica
Se ti piace guarda anche: Il giardino delle vergini suicide, La sposa
turca, Sognando Beckham, 17 ragazze
5 sorelle adolescenti e orfane, una nonna e uno zio conservatori e
interessati più alle apparenze che ai sentimenti delle ragazze che hanno allevato.
Sullo sfondo una Turchia sperduta per la quale Istanbul è un miraggio lontano.
Il fattaccio è il seguente: l’ultimo giorno di scuola le ragazze
giocano sulla spiaggia con dei ragazzi. Da quel momento saranno imprigionate in
casa. Quando l’anno scolastico inizierà, niente più scuola. L’unico rimedio è
il matrimonio, implacabile, per tutte.
Tutti l’hanno detto e lo ripeto anche io: siamo di fronte a una
versione turca de Il giardino delle
vergini suicide, è un dato di fatto. Alla regia una regista turca cresciuta
in Francia e infatti il film ricorda molto lo stile dei film indipendenti
francesi di qualità. Perché di qualità stiamo parlando: Mustang è un film scritto bene, recitato benissimo dalle fresche e
spontanee protagoniste e benché non offra sostanzialmente grandi colpi di scena
e sorprese si lascia guardare più che volentieri e si fa subito il tifo subito
per la più battagliera delle ragazze, che è anche la più giovane. Un film
insomma che riesce a infondere qualche speranza e a far riflettere: anche per
questo merita una visione.
VOTO: 7+
Iscriviti a:
Post (Atom)






