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martedì 30 agosto 2011

Il vero supereroe americano

CAPTAIN AMERICA
di Joe Johnston,
USA 2011
Attualmente nei cinema italiani
Se ti piace guarda anche: Thor, Push, Iron Man



USA, Seconda Guerra Mondiale. Steve Rogers (Chris Evans) è un ragazzino che brama per l’arruolamento ma il fisico gracile glielo impedisce, finché un giorno uno scienziato (Stanley Tucci) non ascolta per caso un suo discorso ultrapatriottico grazie al quale capisce che è lui il ragazzo che ha sempre cercato per il suo esperimento. Ecco dunque che Steve si ritrova all’improvviso ultrapalestrato e pronto per salvare il mondo dai cattivi. I suoi poteri lo porteranno fino all’Europa, dove riuscirà a salvare un esercito di americani e a sconfiggere il cattivo di turno, che si è servito del suo stesso esperimento.

Dopo Thor un altro Marvel migliore dello standard: Joe Johnston dopotutto fa di questo tripudio di ideali patriottici all’americana un film semplice, quasi retrò, con un’interessante fotografia virata al giallo e un riuscito mix di generi. Tra tutti i blockbuster supereroistici visti di recente, è anche l’unico che si prende sul serio e non cede mai all’(auto)ironia. Se si cerca una grande sceneggiatura o grandi interpretazioni ovviamente è meglio guardare altrove, ma dopotutto le oltre due ore di film si lasciano guardare e lo stesso vale per i protagonisti, Chris Evans e Haylely Atwel, tanto carini quanto inespressivi. Evans a dire il vero per la prima metà del film recita tramite un suo alterego virtuale che gli sostituisce soprattutto il fisico, mentre nell’altra parte è il volto ad essere per lo più coperto per portare la mascherina del personaggio. Tra i personaggi secondari spiccano Stanley Tucci, Tommy Lee-Jones e Hugo Weaving, che dopo V per Vendetta torna a recitare completamente mascherato.
VOTO: 6


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domenica 28 agosto 2011

Il disco dell'estate

FITZ & THE TANTRUMS
pickin' up the pieces
Provenienza: USA
Genere: Rock'n'roll, Funky, '60's

Il disco dell’estate è quello dei Fitz & The Tantrums, che con la loro Moneygrabber sono riusciti a realizzare un tormentone rock che depura i canali radiofonici dalle cafonate tipiche di questa stagione.

Ma chi pensa che il loro album di debutto non abbia altro da offrire si sbaglia di grosso, perché c’è una canzone che batte perfino il celebre singolo, in quanto a orecchiabilità: si tratta di L.O.V., che una volta ascoltata non vi uscirà più dalla testa e vi riempirà di buon umore. L’hanno intuito anche i produttori di Friends with Benefits (in it. Amici di letto, a ottobre al cinema), la sex-comedy con Timberlake e la bellissima Mila Kunis, che hanno inserito il brano in diverse scene del film. Ma il fiuto di Hollywood è tale che Moneygrabber è presente anche in Come ammazzare il capo..e vivere felici, attualmente sui nostri schermi.

Negli Usa questo album “Pickin’ Up the Pieces” è uscito esattamente un anno fa, nell’agosto 2010 e nonostante le ottime recensioni, non se l’è filato nessuno, parenti inclusi, visto che il suo miglior posizionamento è stato il n° 140 della Bilboard. In Europa? Nemmeno distribuito (tutt’ora è difficile trovarlo su uno scaffale italiano).

Una manciata di ottimi video e singoli ignorati, finché nella promavera del 2011 arriva Moneygrabber, che negli Usa si ferma alla 33 ma in Italia entra in heavy rotation a partire da maggio e dopo 4 mesi rimane ancora uno dei pezzi più trasmessi dalle nostre italiane, con relativo (inutile, ultra low-budget) video onnipresente sui network televisivi.

Don't come back anytime I've already had your kind



This is your pay back, money grabber

 E se tutti quest’estate si sono fischiettati tutti almeno una volta il questo martellante ritornello, nessuno, nonostante ciò, ha comprato o scaricato il loro singolo nemmeno nel nostro Paese. Io vi consiglio di farlo e di acquistare anche il loro fantastico, solare, allegro, funky, retro disco che vi riporta agli anni ’60 e ’70 con tanto di organetto e sax. Dall’apertura della fantastica Breakin’ the Chains of Love (accompagnata tra l'altro da un bel video da riscoprire), alla spensieratezza di Winds of change (altro video da vedere), passando per le atmosfere più psichedeliche e ‘60s di News 4 You, in cui Fitz si diletta con il francese. E pensare che tutto nacque come un gioco, da cui il nome del gruppo, letteralmente Fitz e i Capricci. Infatti è stato il sound engineerMichael Fitzpatrick, aspirante cantante e pianista nato nel ’72, che un giorno si è comprato a 50 $ un organo usato col quale ha composto in pochi giorni Breakin’ the Chains of Love e ha deciso di formare un band con una serie di telefonate. Dopo pochi mesi, l'album era pronto!
 

VOTO: ***

sabato 27 agosto 2011

Il ritorno

Dopo una pausa più lunga del previsto che mi ha permesso anche di riflettere sulle sorti di questo blog, ecco che Perso è di nuovo qui per perdersi nel fantastico mondo della settima arte e non solo, e per il rientro è prevista una sorpresona che verrà annunciata la settimana prossima.

lunedì 18 luglio 2011

Questo blog è in vacanza

è tempo di vacanze per il blog (ma non per il sottoscritto), che riaprirà i battenti ad agosto, forse.
Intanto vi lascio con un gioco a premi:
vince chi indovina da quale film è tratta l'estiva immagine dello sfondo.
Il premio? beh, lo scoprirete vincendo!

sabato 9 luglio 2011

Trovate l'errore..

Ennesima trasposizione del celeberrimo romanzone di Alexandre Dumas padre, ambientato nel 1625, ovvero ai tempi di un Luigi XIII manipolato dalla moglie Anna d’Austria e Richelieu.

In una delle foto promozionali del film diretto da Paul WS Anderson, che vanta tra l’altro un cast che comprende la compagna del regista Milla Jovovich, il giovane Logan Lerman, Christopher Waltz e Orlando Bloom si nota il primo terribile anacronismo: riconosciamo subito Richelieu e dietro di lui è ben identificabile, anche se sfocata, la Galleria degli Specchi di Versailles, ultimata sotto il regno di Luigi XIV nel 1682.
Ai tempi dei Tre moschettieri Versailles era un piccolo capanno immerso nelle paludi.
Del resto dal regista di Resident Evil non mi aspettavo molta attenzione filologica. 
In autunno nei cinema, in 3D naturalmente.

giovedì 7 luglio 2011

Quando anche la Pixar mostra segni di cedimenti significa davvero che il cinema è in crisi

CARS 2
di Brad Lewis, John Lasseter
USA, 2011


Saetta McQueen è appena tornato nella sua Colorado Springs ma è costretto a ripartire per partecipare all’ennesimo campionato, questa volta organizzato per una buona causa: infatti tutte le auto in gara si serviranno solo di carburanti ecologici per dimostrare al mondo che c'è un alternativo alla benzina.
 Inizia così un viaggio per il mondo, a fianco dell’amico del cuore Cricchetto, attraverso Giappone, Francia, Inghilterra e Italia.

L’episodio più divertente è quello in Giappone, Parigi e Londra sono ricostruite magnificamente, mentre l’Italia, non si sa per quale motivo, appare in modo fittizio: il circuito è infatti a Porto Corsa, località a metà fra Montecarlo e la Costiera Amalfitana in cui non si capisce perché Zio Topolino parla con cadenza emiliana e Zia Topolino con l’accento napoletano di Sophia Loren. Che da noi manchino città degne d’animazione?

Quest’anno la Pixar si allontana dalle vette altissime a cui ci aveva abituato negli ultimi cinque anni (era stato proprio Cars a inaugurare nel 2006 una serie di capolavori annuali culminata con l’ultimo Toy Story 3) e regala ai suoi numerosissimi baby fan un nuovo divertissement. Il marchio di Cars è diventato uno dei merchandising più fruttuosi degli ultimi anni e questo lungometraggio non è altro che un ulteriore regalo ai propri fan. Più infantile del precedente e degli altri lungometraggi Pixar/Disney, Cars 2 adotta la curiosa strada dello spy movie con un grandioso incipit marino.

Gare mozzafiato, qualche gag divertente (il bagno giapponese su tutte) ma tutto sommato poca storia: sicuramente Cars 2 non verrà candidato all’Oscar per la sceneggiatura come Toy Story 3: infatti l’esile trama è un pretesto. L’importanza dell’amicizia è al centro di questo lungometraggio che accantona la maggior parte di personaggi apparsi nel primo episodio per concentrarsi su Carl Attrezzi e Saetta McQueen, trasformando il film in un incrocio tra il buddy e lo spy movie.

Comunque godibile e soprattutto prezioso il messaggio ecologico.

VOTO: 7+

martedì 5 luglio 2011

Deconstructing Faber (Faber a pezzi)

Rolling Stone è ancora la Bibbia della musica? Lo è mai stata? È mai esistita in Italia una testata davvero autorevole in campo musicale?

L’ultimo numero della rivista, firmata da Carlo Antonelli, dedica l’articolo di copertina alla distruzione del mito di De André. Una vera e propria bomba, rimbalzata su tutti i quotidiani e considerato il fatto che questo è l’ultimo articolo di Antonelli prima del passaggio alla direzione di Wired sorge un dubbio: che sia un articolo concepito ad hoc per attirare un po’ d’attenzione?

Un po’ di sano revisionismo in alcuni casi è tollerabile e auspicabile, nonché sicuramente proficuo (per riflessioni ma anche per le tasche delle redazioni) ma arrivare a raccogliere delle dichiarazioni della stessa vedova del Faber, Dori Ghezzi, che afferma “era più cazzaro che santo”, mi pare un po’ di cattivo gusto, così come tutto il resto dell'operazione che sembra una sorta di processo postumo attraverso una serie di testimonianze che smontano l’aurea di poeta/autore/mito di De André.

domenica 3 luglio 2011

Il governo dovrebbe aver paura del popolo..parola di V

V FOR VENDETTA
di James McTeige,
USA, 2006


Inghilterra del 2020. La bella Evey (Natalie Portman), che imprudentemente esce di casa dopo il coprifuoco, viene salvata da V(Hugo Weaving), il quale in cambio le chiederà di partecipare alla sua gloriosa missione: distruggere il Parlamento. Evey soffrirà le pene dell’inferno, V si immolerà in nome della sua vendetta, ma alla fine l’House of Parliament esploderà, proprio come aveva progettato, fallendo, Guy Fawkes nel lontano 1605 dall’alto (forse) della Parliament Hill di Hampstead Heath. Ed è proprio la maschera di Guy che il nostro V adotta per tutto il film.
V per Vendetta è un altro spettacolare film che vede protagonista Natalie Portman, non molto diverso da Black Swan per coinvolgimento emotivo, ritmo, spettacolarità e per l’immensa prova recitativa, premiata almeno col Saturn Award, che include anche una rasatura completa!

A differenza di Black Swan, però, V per Vendetta passò  piuttosto inosservato, incassando poco ai box office e ricevendo critiche tiepide o positive, ma mai entusiaste. Forse perché dopo l’11 settembre parlare e in questo caso spettacolarizzare gli attentati terroristici non è cosa assai gradita.

Del film ci sarebbe da parlare per ore e ore, tanto è il materiale: forse anche questo è un limite del film.

In ogni caso un must, da recuperare e diffondere perché tremendamente reale.

Il film infatti parla di un mondo, quello fra il 2005 ed il 2015, attraversato da crisi socio-politiche, ribellioni, attentati, finché un governo repressivo estremista vince le elezioni in Uk promettendo sicurezza in cambio di una diminuzione di libertà, anche di pensiero e di stampa. Inghilterra e Usa si uniscono per combattere questa "crisi", un po' come proprio effettivamente avvenne nel 2001 per combattere il terrore.
Nel film le città sono talmente pericolose che vengono imposti coprifuochi notturni, mentre invece gli omosessuali e i dissidenti politici vengo torturati e internati. Insomma un Neo-NaziFascimo, come ricorda la svastica della bandiera anglo/statunitense.

Un ex prigioniero, V,  vuole ribellarsi del sistema e radere al suolo il Parlamento inglese: memorabile la sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V e la realistica esplosione dell’House of Parliament col suo Big Ben.
Insomma un film distopico fortemente politico che riflette una realtà terribile ma purtroppo non così improbabile, con riferimenti letterari (Il mondo nuovo di Huxley, 1984 di Orwell), musicali (Sex Pistols) e naturalmente cinematografici (Il Fantasma dell’Opera, Batman).



Diretto da James McTeigue, assistente alla regia di Lucas e dei fratelli Wachowski, il film è tratto dal fumetto omonimo di Alan Moore, talmente deluso dal risultato finale che il suo nome non compare nei titoli. Al contrario David Lloyd, illustratore del fumetto e assiduo collaboratore di Moore, sostenne la lavorazione del film e si dichiarò soddisfatto della sceneggiatura. La parte della protagonista era stata offerta a Bryce Dallas Howard, allora sconosciuta e Scarlett Johansson, ma la Portman ebbe la meglio.

Battute cult:

"I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi: sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli"



"Era Edmond Dantès. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi".

Con questo post finisce lo spazio dedicato a Natalie Portman, da poco 30enne e neomamma.