(IL DIARIO DI UNA CAMERIERA)
LE JOURNAL D'UNE FEMME DE CHAMBRE
di Louis Buñuel
Francia/Italia, 1963
con Jeanne Moreau, Michel Piccoli
Se ti piace guarda anche: Viridiana, Il fascino discreto della borghesia, Milou a maggio
Una domestica parigina,
Celestine (Jeanne Moreau, Jules et Jim) arriva in una ricca famiglia di campagna composta da una padrona di
casa frigida che non accontenta i bisogni sessuali del marito (Michel Piccoli, Habemus Papam) e dal padre di
lei che è un feticista. Celestina si muove con abilità in questo ambiente,
accontentando le manie feticiste dell’anziano che le chiede di leggere romanzi
indossando stivali che lui custodisce gelosamente e provocando ma fuggendo il
padrone di casa.
Ma ci sono altri personaggi
con cui si confronta: un giardiniere sovversivo e ripugnante e un poliziotto
ugualmente ripugnante, collerico e antisemita.
Cederà alle lusinghe del
primo ma finirà per sposare il secondo.
Buñuel come al solito non
risparmia nessuno: domestici, ricchi, poliziotti. Ciò che più stupisce però è
che non salva nemmeno la protagonista, che man mano diventa sempre più ambigua,
per non dire sgradevole. In fondo non è meno meschina degli altri, in fondo
tutti pensano solo ai propri interessi.

Nel romanzo la cameriera si
accasava col domestico, un pari. Il regista spagnolo perché sconvolge questo
elemento per criticare anche la propria protagonista. Il romanzo da cui è stato
tratto il film è di Octave Mirabeau, col quale Buñuel condivide molti elementi:
educazione gesuita, origini borghese e idee politiche sovversive.

-L'importante è che voi non proviate mai piacere, signora!-
- Naturalmente, signor curato. -
Che bel film! Peccato che sia stato un po' dimenticato!
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