La tristezza che circonda il declino di un grande artista è direttamente
proporzionale alla sua grandezza dei momenti migliori.
E la carriera di Antonioni finì in modo tristissimo.

L’incontro con l'ex musa e compagna Monica Vitti a vent’anni dalla tetralogia
inaugurata da L'Avventura purtroppo delude le aspettative.
In collaborazione con la Francia, l’anno seguente Antonioni
torna al cinema e decide di esplorare, a sorpresa, il genere sexy.
Lui che negli ’60 aveva lasciato agli altri (Pasolini,
Fellini, Visconti, Bertolucci) il compito di descrivere l’erotismo e la
se(n)sualità, gli ultimi suoi film si accesero di un erotismo
talmente irruente da rasentare la pornografia.
IDENTIFICAZIONE DI UNA DONNA
Italia/Francia, 1982
Con
Tomas Milian, Daniela Silverio, Christine Boisson
Niccolò (Tomas Milian) è un regista che cerca l'idea per fare un film. Nel frattempo vive due storie d’amore che finiscono male e alla
fine decide di fare un film sui misteri del sole, perché i sentimenti delle
donne rimangono insondabili.

È il
film più parlato di Antonioni, ma era molto meglio senza tanti dialoghi (e
monologhi).


Il
grande Antonioni che negli anni ’50 e ’60 aveva girato film rivoluzionari per
forma e tematiche si è messo a seguire la scia di un cinema già in voga da
anni.
Peccato! Magari poteva regalarci altre perle!
RispondiEliminaQuando l'ispirazione non c'è più è meglio smettere.
Eliminaidentificazione di una boiata pazzesca, patetico il Milian col parrocchino, chissà se se lo toglie con le sottotrentenni levigate e tristi. In una cosa Antonioni è grande: far vedere come sono poveri cristi rincoglioniti i suoi bipedi
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